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Ipnosi Ericksoniana: come funziona, applicazioni e domande frequenti

Ipnosi Ericksoniana: come funziona, applicazioni e domande frequenti

Zanolli Osteopatia

L’ipnosi clinica si rivela un utile supporto all’osteopatia per un migliore recupero negli infortuni e nella gestione del dolore cronico o acuto. Sempre più scelta da pazienti e terapisti, vediamo oggi quali sono i suoi punti chiave

Con l’ipnosi ericksoniana intendiamo quell’approccio all’ipnosi sviluppato dal medico e psicoterapeuta americano Milton H. Erickson (1901-1980) e che si basa sulla teoria che le risorse necessarie al cambiamento siano insite nella storia esperenziale della persona. 

L’ipnosi ericksoniana si differenzia dalle forme tradizionali di ipnosi e dall’idea che generalmente si ha dell’ipnosi, e che oramai raramente si ritrova negli studi degli psicoterapeuti. 

Si caratterizza infatti da uno stile indiretto, permissivo e collaborativo, che punta a facilitare i processi di cambiamento attraverso il dialogo e la valorizzazione delle risorse interiori della persona.

Può essere utile per intervenire in diversi ambiti, tra cui il controllo del dolore nelle patologie croniche ma anche il controllo delle emozioni negative, come ansia, attacchi di panico, dipendenze, fobie e depressioni.

Utile supporto anche nella gestione del recupero post infortunio e del dolore acuto.

Ipnosi Ericksoniana: in cosa consiste e come funziona

I punti chiave dell’ipnosi ericksoniana sono i seguenti:

1. Approccio indiretto e collaborativo del terapeuta

Invece di usare comandi diretti come nell’ipnosi classica (“Ora chiudi gli occhi e rilassati”), l’ipnosi ericksoniana usa suggerimenti indiretti, metafore e racconti. 

Questo approccio mira a bypassare la resistenza conscia della persona, lasciando che il messaggio raggiunga l’inconscio in modo naturale.

2. Flessibilità e adattamento

L’ipnosi ericksoniana si basa sull’idea che ogni individuo è unico, e quindi il terapeuta adatta il suo approccio alle caratteristiche, ai bisogni e alle esperienze personali del paziente. 

Non ci sono schemi rigidi: la comunicazione si costruisce sul momento.

Scriveva M. Erickson:
“Una delle considerazioni più importanti quando si induce l’ipnosi è quella di andare incontro in maniera adeguata al paziente come personalità e di rispondere ai suoi bisogni come individuo. Si cerca troppo spesso di adattare il paziente ad una tecnica formale di suggestione, invece di adattare la tecnica al paziente, secondo la sua situazione personale del momento.” 

Milton Erickson (American Journal Clinical Hypnosis, 1958, 1: 3-8)

3. Connessione con il proprio inconscio

M. Erickson credeva che l’inconscio fosse una risorsa preziosa, piena di potenziale creativo e soluzioni. L’obiettivo dell’ipnosi è aiutare la persona a connettersi con questa parte profonda di sé per trovare risposte, cambiamenti e raggiungere la guarigione.

4. Uso delle metafore

Le metafore e i racconti sono strumenti fondamentali nell’ipnosi ericksoniana. Attraverso una storia, il terapeuta può comunicare idee, soluzioni o modelli di comportamento che l’inconscio del paziente può elaborare.

Ad esempio, raccontare una storia su un fiume che trova il suo percorso naturale può aiutare una persona a comprendere come superare un ostacolo nella vita.

5. Esperienze positive come risorse

L’ipnosi ericksoniana punta a far emergere esperienze positive e a rafforzare l’autonomia del paziente. 

Non è il terapeuta che “guarisce”, ma il paziente che scopre e utilizza le proprie risorse.

Il terapeuta adatta il proprio lavoro al paziente, che viene inteso come soggetto attivo e partecipe.

Si crea così un legame di collaborazione, in cui l’ipnoterapeuta aiuta la persona ad osservarsi e riconoscersi per le capacità e peculiarità che le sono proprie.

Ipnosi clinica

Punti chiave dell’ipnosi ericksoniana

6. Trance Leggera

L’ipnosi ericksoniana non richiede una trance profonda: spesso si lavora in uno stato di rilassamento leggero o persino in una conversazione normale.

In altre parole, possiamo definire lo stato ipnotico come uno stato di coscienza diverso dalla veglia comune in cui l’attenzione del soggetto diventa estremamente focalizzata e rivolta verso l’interno.

Si tratta di uno stato naturale che emerge spontaneamente più volte al giorno e che permette di recuperare energie, rielaborare le esperienze vissute, entrare a contatto con le proprie fantasie, desideri e potenzialità.

M.Erickson stesso diceva che “la trance è uno stato naturale” e che tutti sperimentiamo stati simili nella vita quotidiana (ad esempio, quando ci perdiamo nei nostri pensieri).

Per M. Erickson lo stato ipnotico implica “la perdita di orientamento nei confronti della realtà esterna e lo stabilirsi di un nuovo orientamento nei confronti di una realtà astratta.” 

Milton Erickson (Initial Experiments Investigating the Nature of Hypnosis, in American Journal Clinical Hypnosis, 1964, 7, pp. 152-162)

L’ipnosi ericksoniana perde dunque l’aspetto manipolatorio che caratterizzava la vecchia ipnosi, per focalizzarsi sulle risorse della persona e sulla relazione che si instaura con l’ipnoterapeuta.

7. Approccio naturalistico con il paziente

M. Erickson definisce i suo approccio ipnotico come naturalistico, che significa l’accettazione della situazione che si incontra e la sua utilizzazione, senza tentare di “ristrutturarla da un punto di vista psicologico”. 

Il concetto stesso di trance o stato ipnotico altro non è che uno stato di alterazione di coscienza che normalmente la persona già sperimenta durante momenti quotidiani ed è in tale stato ipnotico che avverrà la terapia; terapia che si adatterà alle necessità che, istante dopo istante, emergono durante lo stato ipnotico.

8. Dialogo e guarigione: esperienza di riassociazione e riorganizzazione

Secondo M.Erickson, per produrre la guarigione sono necessarie una riassociazione e riorganizzazione di idee, di modi di vedere e ricordi della propria vita esperenziale.

Il cambiamento, o la guarigione, si raggiungono sempre in modo consapevole, anche se non sempre ci sarà coscienza di tale consapevolezza.

È possibile cioè che al risveglio della trance la persona percepisca solo l’effetto benefico del cambiamento, senza essere consapevole delle ragioni per cui esso sia avvenuto.

Cosa avviene durante la seduta: domande frequenti

Spesso mi viene chiesto se durante la seduta si rimane coscienti o se al termine della seduta si ricorda esattamente cosa è accaduto.

Vediamo insieme questi aspetti.

Durante la seduta di ipnosi si rimane coscienti. Mentre in passato si credeva che l’efficacia dell’intervento fosse tanto maggiore quanto più profonda la trance, oggi si prediligono trance il più possibile leggere. 

In questo stato la persona interagisce attivamente con l’esterno ed è direttamente coinvolta nel processo di cambiamento. 

Anche negli stati di ipnosi più profonda, il soggetto conserva la propria volontà, capacità di giudizio e di reazione agli stimoli rilevanti.

Pertanto l’idea che dipinge il soggetto ipnotizzato come un automa non trova riscontro nell’ipnosi moderna.

Dopo la seduta si ricorda esattamente ciò che è avvenuto durante la trance ipnotica.

In certi casi, possono essere dimenticate quelle parti dell’esperienza in cui l’inconscio lavora senza palesarsi.

Inoltre, non è necessario credere all’ipnosi perché funzioni: la letteratura scientifica ne conferma l’efficacia a prescindere dalle credenze individuali.

ipnosi clinica

Durante la seduta si rimane coscienti e dopo la seduta si ricorda tutto ciò che è avvenuto. Mentre in passato si credeva che l’efficacia dell’intervento fosse tanto maggiore quanto più profonda la trance, oggi si prediligono trance il più possibile leggere

 

Applicazioni dell’Ipnosi Ericksoniana

L’ipnosi ericksoniana è utilizzata in molti contesti, tra cui:

  • Psicoterapia: trattamento di ansia, depressione, traumi, fobie.
  • Gestione del dolore: per migliorare la tolleranza al dolore cronico o acuto.
  • Miglioramento personale: per aumentare l’autostima, superare blocchi creativi o raggiungere obiettivi lavorativi o nello sport.
  • Nel trattamento dei disturbi psicosomatici o per promuovere il rilassamento.

Questo approccio, grazie alla sua natura gentile e rispettosa, è molto apprezzato sia dai terapeuti che dai pazienti.

Ti interessa approfondire questo argomento?

Sono un osteopata e psicoterapeuta con un master in Ipnosi Clinica all’Istituto Nicoletta Gava.

Nella mia attività l’ipnosi si è rivelata un valido supporto all’osteopatia per un migliore recupero negli infortuni e nella terapia del dolore.

Utile anche per sviluppare il proprio potenziale e come preparazione mentale in un percorso di coaching.

Sull’argomento puoi leggere:


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Michele Zanolli

Da più di 30 anni come Osteopata aiuto i pazienti nel recupero della funzionalità di muscoli e articolazioni oltre e al ripristino delle principali funzioni fisiologiche generali, anche con l’uso dell’ipnosi clinica ericksoniana.

Negli anni mi sono specializzato anche in Mental Coaching seguendo atleti di varie discipline sportive, dal rugby al sollevamento pesi, nuoto, triathlon, motocross e football americano.

Michele Zanolli

Osteopata & Mental Coach

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La preparazione mentale nel tennis: un fattore chiave per il successo

La preparazione mentale nel tennis: un fattore chiave per il successo

Zanolli Osteopatia

Come arrivare a controllare e migliorare le prestazioni nel tennis? Prendiamo in analisi alcuni fattori per cercare di capire meglio la relazione mente-corpo

Nel tennis, uno sport che richiede abilità fisiche eccezionali e una tecnica raffinata, la preparazione mentale spesso determina la differenza tra la vittoria e la sconfitta.

I tennisti devono affrontare non solo gli avversari, ma anche le proprie paure, ansie e momenti di pressione intensa.

La preparazione mentale, quindi, è fondamentale per aiutare i giocatori a mantenere la calma, la concentrazione e la fiducia durante i momenti cruciali delle partite.

In questo articolo esploreremo l’importanza della preparazione mentale nel tennis e le tecniche che possono essere utilizzate per ottimizzare le prestazioni dei giocatori.

La preparazione mentale

1. Gestione dello Stress e della Pressione

Il tennis è uno sport che mette i giocatori sotto costante pressione, specialmente nei momenti decisivi come i match point o i tie-break.

Un esempio è stato il match di Novak Djokovic contro Francisco Cerundolo al Rolland Garros (giugno 2024) dove il tennista serbo è riuscito a ribaltare il punteggio a suo favore anche se dolorante al ginocchio destro.

La capacità di gestire lo stress e la pressione è essenziale per mantenere alte prestazioni. I tennisti devono imparare a controllare le loro reazioni emotive e a rimanere calmi anche nelle situazioni più critiche.

2. Concentrazione e Focalizzazione

Mantenere un elevato livello di concentrazione durante una partita di tennis è fondamentale. La distrazione può portare a errori costosi e alla perdita di punti cruciali.

La preparazione mentale aiuta i giocatori a focalizzarsi sui loro obiettivi, a mantenere l’attenzione su ogni punto e a non farsi distrarre dagli eventi esterni o dai pensieri negativi.

3. Resilienza e Recupero

Il tennis è uno sport di resistenza che richiede non solo forza fisica ma anche resilienza mentale.

I giocatori devono essere in grado di riprendersi rapidamente dagli errori e dalle sconfitte di punto, mantenendo una mentalità positiva e continuando a lottare.

La preparazione mentale include tecniche per sviluppare la resilienza e migliorare la capacità di recupero.

4. Motivazione e Autostima

Una forte motivazione e una solida autostima sono essenziali per il successo nel tennis. I giocatori devono credere nelle proprie capacità e avere la determinazione per affrontare e superare le sfide.

La preparazione mentale aiuta a costruire e mantenere una mentalità vincente, promuovendo la fiducia in sé stessi e la motivazione intrinseca.

tecniche di allenamento

Nel tennis è indispensabile migliorare le propre capacità di concentrazione e resistenza allo stress emotivo per ottenere risultati sempre migliori

Tecniche di preparazione mentale

1. Visualizzazione

La visualizzazione è una tecnica di preparazione mentale in cui i tennisti immaginano sé stessi eseguire colpi perfetti, vincere punti e affrontare con successo situazioni di pressione. Questa pratica aiuta a creare un’immagine mentale positiva e rafforza la fiducia nelle proprie abilità.

Ed è sempre Novak Djokovic che afferma in un’intervista dopo la vittoria su Roger Federer a Wimbledon nel 2019:

“Ho provato a giocare il match prima di entrare in campo, a immaginarmi vincitore: penso mi abbia aiutato. Ci sono energie che non vengono solo dal tuo corpo, ma anche dalla tua mente e dalla tua essenza. Per me è sempre una lotta interiore, oggi ho cercato di chiudere fuori di me tutto ciò che mi succedeva intorno. In alcune fasi ho cercato di lottare.”

E aggiunge Novak: “Il coraggio deriva dal potere della visualizzazione che si può fare prima. Ho provato a costruirmi lo scenario in cui io potevo essere il vincente”.

2. Respirazione e Rilassamento

Tecniche di respirazione e rilassamento possono aiutare i giocatori a ridurre lo stress e mantenere la calma durante le partite. Esercizi di respirazione profonda e rilassamento muscolare progressivo possono essere utilizzati per abbassare i livelli di ansia e migliorare la concentrazione.

Per l’atleta il rilassamento è importante per raggiungere il massimo in termini di agonismo e competitività.

Mantenere il giusto livello di calma si aumenta la capacità di concentrazione, la possibilità di scegliere lo schema corporeo più adatto e capire i momenti ideali per sfruttare la reattività dei propri muscoli.

Ecco che l’unione tra mente e corpo sono l’unione perfetta per accedere e sfruttare le proprie risorse esplosive come la forza, resistenza e velocità.

3. Autosuggestione Positiva

L’autosuggestione positiva consiste nel ripetere frasi motivazionali e affermazioni positive per rafforzare la fiducia e la motivazione. I tennisti possono utilizzare queste affermazioni per superare i dubbi e mantenere una mentalità positiva durante i momenti difficili.

4. Routine Pre-partita

Sviluppare una routine pre-partita aiuta i giocatori a prepararsi mentalmente e fisicamente per la competizione. Questa routine può includere esercizi di riscaldamento, visualizzazione, respirazione e altri rituali che aiutano a creare una sensazione di controllo e fiducia.

Conclusione

La preparazione mentale nel tennis è un fattore cruciale che può fare la differenza tra il successo e il fallimento.

I tennisti che investono nel miglioramento delle proprie capacità mentali sono meglio equipaggiati per affrontare le sfide dello sport e per raggiungere il loro massimo potenziale.

Attraverso tecniche come la visualizzazione, la respirazione, l’autosuggestione positiva e le routine pre-partita, i giocatori possono sviluppare la resilienza, la concentrazione e la fiducia necessarie per eccellere sul campo.

Se anche tu sei un tennista che desidera migliorare le proprie prestazioni allora è il momento di chiedere un supporto al mental coach.

Per ulteriori approfondimenti sul Mental Coaching puoi leggere: Sport Coaching: il segreto per performare nello sport

Michele Zanolli

Da più di 30 anni come Osteopata aiuto i pazienti nel recupero della funzionalità di muscoli e articolazioni oltre e al ripristino delle principali funzioni fisiologiche generali, anche con l’uso dell’ipnosi clinica ericksoniana.

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Il coaching nello sport: come massimizzare il tuo potenziale fisico

Il coaching nello sport: come massimizzare il tuo potenziale fisico

Zanolli Osteopatia

Esprimersi al massimo nello sport significa essere consci di se stessi e delle proprie capacità fisiche e mentali. Vediamo alcuni aspetti dove il supporto del coach sportivo è determinante per aumentare le proprie performance

Nella pratica di ogni sport è fondamentale capire come migliorare e migliorarsi durante la fase di allenamento e, successivamente, durante la gara.

Il coaching sportivo si è sviluppato nel tempo per aiutare gli atleti a raggiungere livelli di prestazioni sempre più alti e capire le potenzialità del proprio fisico in relazione alla specialità sportiva praticata.

Con il supporto di un professionista  in coaching sportivo si possono ottenere risultati diversi.

Vediamone alcuni.

I vantaggi del Coaching nello sport

La presenza di un coach ti aiuta in diversi ambiti che riguardano sia l’aspetto fisico sia quello psicologico.

Miglioramento delle abilità tecniche

Un coach sportivo è un esperto della specialità sportiva e, pertanto, conosce le migliori tattiche da applicare nelle situazioni critiche che si possono presentare. Il coach, inoltre, riesce a identificare errori dovuti a errate decisioni fatte durante una competizione.

Sviluppo delle capacità di valutazione

Capire come adattare le proprie forze in funzione di una prestazione è l’obiettivo che un coach mira a sviluppare. La gestione e consapevolezza delle proprie caratteristiche fisiche è un passo determinante per crescere.

Supporto psicologico

Il coach diventa mental coach quando lavora sulla psicologia dell’altleta e lo aiuta a gestire lo stress e affrontare la pressione competitiva durante le gare. In questi casi è importante capire come mantenere la calma e prendere decisioni razionali anche sotto pressione.

Motivazione e gestione delle emozioni

ll mental coaching aiuta gli atleti a sviluppare una propria motivazione finalizzata ad affrontare le sfide con una mentalità positiva. Insegna anche come gestire le emozioni negative, come frustazione e rabbia, per evitare che influiscano nelle prestazioni.

Visualizzazione e immaginazione

La visualizzazione è una tecnica utilizzata nel mental coaching. Agli atleti viene insegnato come immaginare se stessi nell’applicazione e scelta delle mosse tattiche oltre a creare uno stato mentale di fiducia e determinazione.

Collaborazione e comunicazione

Aumentare il livello di collaborazione e comunicazione tra i singoli in uno sport di squadra significa migliorare le prestazioni di tutti i componenti.

Un approccio ampio quello del mental coaching che richiede tempo ma che risulta costruttivo se ben gestito con le dovute competenze.

 

Coach sport

Motivazione, concentrazione e rendimento sono aspetti da gestire con le dovute tecniche del mental coaching

 

Coaching sportivo: un percorso tra motivazione e rendimento

Entrare in contatto con le esigenze di un atleta significa lavorare sull’aspetto motivazionale con una serie di tecniche utili a focalizzare la concentrazione sull’obiettivo, escludendo tutto il resto.

L’esempio è il bersaglio nella scherma o il cestello nel basket.

Con un adeguato training l’atleta impara a cosa prestare più attenzione e come mantenere il focus sulla motivazione il più a lungo possibile a seconda del momento.

Solo così si arriva ad alimentare e rendere funzionale al risultato il potere che la motivazione svolge in un’ottica più ampia del rendimento.

Crearsi una motivazione di spessore aiuta a convogliare le energie ed evitare che queste diminuiscano con l’aumentare del tempo della prova atletica.

Ogni atleta durante la sua carriera sportiva si trova a combattere con tutte le sue forze contro diversi ostacoli.

Con il supporto del Coach sportivo puoi ottenere un supporto per:

  • ridurre dell’ansia pre-gara
  • rafforzare la motivazione personale per trovare più forza interiore
  • migliorare la concentrazione e preparare la mente ad affrontare una performance sportiva
  • gestire le emozioni per ottenere prestazioni ottimali
  • superare eventuali blocchi della performance.

Il percorso di performance Coaching: strategia e interventi

Il percorso di coaching che ho messo a punto dopo anni di collaborazione con squadre sportive e atleti professionisti punta ad accompagnare l’atleta nel viaggio di consapevolezza del proprio potenziale.

Se pensi di avere bisogno del mio aiuto, come atleta o come allenatore, contattami per un percorso di coaching.

Mi trovi a Santa Maria di Zevio (Verona).

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Michele Zanolli

Da più di 30 anni come Osteopata aiuto i pazienti nel recupero della funzionalità di muscoli e articolazioni oltre e al ripristino delle principali funzioni fisiologiche generali, anche con l’uso dell’ipnosi clinica ericksoniana.

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L’utilità dell’ipnosi clinica nel recupero degli infortuni nell’atleta

L’utilità dell’ipnosi clinica nel recupero degli infortuni nell’atleta

Zanolli Osteopatia

Nella carriera di uno sportivo l’infortunio è una fase delicata che richiede un intervento deciso e risolutivo. La psicologia dello sport guarda all’ipnosi come a una tecnica efficace di recupero

L’infortunio nello sport rappresenta sempre una fase molto critica sia per il professionista e sia per lo sportivo comune.

Le ripercussioni che hanno le diverse tipologie di infortuni influiscono sulla psicologia dell’atleta aumentando i tempi di recupero e di reattività all’evento traumatico.

Risulta infatti evidente da numerose ricerche di psicologia sportiva (vedi cit. fonti a fine articolo) che la preparazione mentale degli atleti è altrettanto importante quanto la preparazione fisica.

In questa direzione la psicologia dello sport ha trovato nell’ipnosi un’efficace tecnica di intervento sia post infortunio sia durante la normale attività di allenamento e gara.

Un percorso quello dell’ipnosi, chiamata anche “immaginazione guidata” o “visualizzazione attiva” per usare dei termini più descrittivi, che viene inserito nei programmi riabilitativi per superare quel trauma psicologico tanto difficile da circoscrivere.

Parliamo di ipnosi: definizione e ricerche

L’ipnosi è uno stato di coscienza diverso dallo stato di veglia comune (definizione del ricercatore André Muller Weitzenhoffer).

Ecco che il supporto dell’ipnotista che applica l’ipnosi al paziente è utile per produrre dei cambiamenti nelle percezioni e nei pensieri con l’obiettivo di cambiare gli schemi di comportamento (Michael Heap e Kottiyattil K. Aravind, 2001).

In tal senso la fase ipnotica nello sport porta ad un aumento dello stato di rilassamento dello sportivo fino al miglioramento della propria emotività.

Ma non solo.

Con l’ipnosi si arriva ad agire sul dolore cronico che può durare anche dopo il recupero dall’infortunio.

A rigurado ci sono delle ricerche pubblicate dagli psicologi Guy Montgomery, Katherine Duhamel e William H. Read che dimostrano l’efficacia delle cure ipnotiche nella gestione del dolore.

Dai 18 studi pubblicati dagli stessi psicologi, il 75% dei partecipanti hanno ottenuto un significativo sollievo grazie a queste tecniche.

 

infortunio sport

L’infortunio nello sport è una fase delicata da risolvere sia dal punto di vista fisico che psicologico. Per questo serve il supporto di un professionista

 

Quali benefici può portare l’ipnosi clinica

L’uso dell’ipnosi è da ritenersi utile per bloccare l’elaborazione del dolore da parte del cervello aumentandone la soglia del sollievo.

Inoltre l’ipnosi contribuisce a ridurre le fasi di ansia e stress provocate da uno stato di sofferenza fornendo una forma di dissociazione tra gli stimoli dolorosi e non.

Una specie di analgesico che allevia la percezione dolorosa e che facilita il ritorno dell’atleta agli allenamenti e alle gare.

Con l’ipnosi si arriva a potenziare divesi aspetti, tra questi:

  • lo sviluppo di una motivazione profonda,
  • aumentare la capacità di recupero psico-fisico,
  • distogliersi dai pensieri demolitivi e controproducenti,
  • aumentare la resistenza alla fatica,
  • capire come trovare il giusto livello di concentrazione necessario alle diverse necessità di allenamento o gara,
  • controllare ansia e tensione.

Il consiglio del professionista

I periodi di infortunio di un’atleta, dovuti a distorsioni, strappi muscolari, fratture o altro, sono associati a fasi di inattività dove aumenta il senso di frustazione per la mancata preparazione fisica.

Ecco che la gestione della tensione e delle emozioni che si manifestano in queste occasioni richiede un intervento di supporto.

Con un programma di ipnosi e autoipnosi proposto dal professionista e personalizzato in base alle caratteristiche psico-somatiche di ogni atleta, si può preparare il ritorno ottimale alla performance sportiva. 

In conclusione si può affermare che la gestione del dolore post trauma richiede un intervento mirato dove l’applicazione dell’ipnosi trova dei risultati ottimali.

E attraverso l’applicazione di questa “immaginazione guidata” l’atleta arriva a percepire quella sensazione di fiducia indispensabile per riattivarsi con più vigore ed energia.

È importante ricordare che:
  • durante la seduta di ipnosi si rimane coscienti. Mentre in passato si credeva che l’efficacia dell’intervento fosse tanto maggiore quanto più profonda la trance, oggi si prediligono trance il più possibile leggere;
  • non è necessario credere all’ipnosi perché funzioni, la letteratura scientifica ne conferma l’efficacia a prescindere dalle credenze individuali;
  • dopo la seduta si ricorda esattamente ciò che avviene.
 
Se ti interessa parlarne con me contattami, sarò felice di aiutarti.

 

Fonti

  • Heap, M., & Aravind, K. A. K. (2001). Hartlands Medical and Dental Hypnosis. Elsevier Health Sciences.
  • Montgomery G. H., DuHamel K. N., Redd W. H. (2000). “A meta-analysis of hypnotically induced analgesia: how effective is hypnosis?”. International Journal of Clinical and Experimental Hypnosis.
  • Enrico Facco, (2014). Meditazione e ipnosi. Tra neuroscienze, filosofia e pregiudizio. Edizioni Altravista.

 

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Blocco della performance nello sport o nel lavoro: come riconoscerlo e come uscirne

Blocco della performance nello sport o nel lavoro: come riconoscerlo e come uscirne

Zanolli Osteopatia

Quando l’impegno nello svolgere la tua attività professionale o sportiva non è sufficiente per raggiungere i risultati sperati, allora è il momento di capire la causa che ti limita

Che si parli di attività sportiva o professionale siamo costantemente messi alla prova.

A ognuno di noi sarà capitato di trovarsi a dover fare qualcosa e sentirsi bloccato, di non riuscire a iniziare oppure una volta partiti non riuscire ad andare avanti nel nostro intento.

Aumentare le performance nella vita e nel lavoro è un obiettivo che molti di noi cercano di raggiungere. 

Sia che si tratti di ottenere risultati più significativi nella carriera professionale, di migliorare l’equilibrio tra vita personale e lavoro o di massimizzare il nostro potenziale sportivo, lo spazio per migliorare c’è sempre.

In questo articolo cerchiamo di approfondire il concetto di ansia da prestazione: è essa infatti che causa il blocco della performance.

Vediamo poi quali sono le strategie che tendiamo a mettere in atto ma che purtroppo non funzionano o addirittura peggiorano la situazione.

Vediamo infine in cosa consiste il percorso di coaching strategico che mira a migliorare le performance professionali o non.

Concetto di tensione o ansia da prestazione

L’ansia da prestazione è la paura di fallire di fronte a una situazione che ci mette alla prova, come un esame o una performance lavorativa o sportiva.

Viene definita come la risposta a una situazione che l’individuo percepisce come potenzialmente stressante, risultante da una serie di valutazioni cognitive o risposte comportamentali.

I test di motivazione personale cercano di convincerci ad avere fiducia in noi stessi, ma non considerano la variabile della tensione da prestazione, che dimostra inevitabilmente il contrario. 

Perché funziona così: più ricerco la certezza della vittoria e più mi controllo, più mi controllo e più blocco le mie risorse. 

Questo può essere vissuto come un fallimento personale.

Si instaura cosi un circolo vizioso che sfocia di solito in due possibilità:

  • si inizia ad evitare le situazioni che temiamo;
  • si affrontano le situazioni temute ma l’ansia aumenta sempre di più, fino a portare a dei veri e propri attacchi di panico.

Questo può accadere nello sport, duranti gli esami, nelle relazioni in generale e in tutte quelle situazioni nelle quali è prevista una performance o una scelta importante.

La paura di fallire ci impedisce di realizzare i nostri desideri e di raggiungere un risultato. 

Inoltre possono accompagnarci sintomatolgie spiacevoli quali sensazione di malessere fisico oltre che mentale, ipersudorazione, tremori, tensione muscolare, palpitazioni, difficoltà di concentrazione e memoria.

E intanto cala la motivazione ed entriamo in una spirale che ci porta ad abbandonare il nostro intento.

blocco performance

Durante l’ansia da prestazione spesso mettiamo in atto strategie che, se sembrano aiutare nell’immediato, peggiorano la situazione

 

Ansia da prestazione: le strategie fallimentari che alimentano il problema 

Una persona bloccata non fa quello che dovrebbe fare oppure non rende per quelle che sono le sue possibilità.

In questi casi è proprio la strategia che adottiamo e che ci aiuta nell’immediato ad aumentare il blocco.

I tentativi di soluzione, purtroppo fallimentari, messi in atto da chi ha un blocco della performance o ansia da prestazione sono:

  • evitamento,
  • auto-controllo,
  • parlarne con persone di cui ci fidiamo ma non competenti,
  • cercare rassicurazioni,
  • mettersi alla prova,
  • razionalizzare: raccoglie informazioni, consultare testi o internet per capirne di più.


Questi tentativi, anche se nell’immediato apportano sollievo, in realtà nel tempo non cambiano la situazione e finiscono per peggiorare le cose.

Questo perché chi ha un blocco della performance è intrappolato in una sorta di circolo vizioso, in cui pensa: “ora non sono pronto, non sono sicuro, rimando alla prossima volta”.

E questo è l’atteggiamento che porta a rimandare di continuo, all’evitamento.

Ma gli evitamenti alimentano altri evitamenti e allontanano sempre più da quello che si vuole, oltre ad aumentare l’incapacità e la paura di non farcela.

Se si prova a risolvere la situazione con l’auto-controllo si finisce per rendere artificiale ciò che sarebbe dovuto essere naturale.

Se si cerca di mettersi alla prova e si agisce con più determinazione, pensando “se mi impegno di più e più seriamente sarò più pronto la prossima volta”, si finisce per non affrontare mai il problema.

Se ne parliamo con qualcuno di cui ci fidiamo (parenti, amici, colleghi) per essere capiti o per essere rassicurati, scopriamo di non essere compresi a fondo non riuscendo così a trovare la forza in noi stessi. 

Allora come uscirne?

Come superare il blocco della performance? La forza della mente

Non è una novità che i grandi atleti e i top manager delle migliori aziende usano tecniche di respirazione, yoga, meditazione o di ipnosi per migliorare la propria performance. 

La verità è che se si vuole vincere dobbiamo lavorare sulla nostra mente: il successo è una scelta e la mente è il nostro potere più grande.

Il Coaching strategico, facendo leva sulla costante del cambiamento, intrinseco in ogni uomo, garantisce alte prestazioni in ambito sportivo, aziendale, manageriale.

Per chi vuole risolvere questo tipo di problematica, o anche solo trasformare i propri limiti in risorse per migliorare la performance, l’approccio strategico adotta delle particolari modalità di intervento che forniscono strumenti concreti e risultati tangibili in poche sessioni.

Più che cercare di rispondere al ‘perché’, l’intervento strategico punta a risolvere e a far superare il blocco.

A seconda delle caratteristiche proprie del blocco e del problema da risolvere si utilizzano tecniche ed esercizi specifici che la persona metterà in pratica tra una sessione e l’altra.

coaching strategico

Un percorso di coaching ti aiuta a conoscere e sviluppare il tuo potenziale, a migliorare la tua performance e ti insegna a gestire stress e stanchezza


Migliora le tue performance con una sessione di coaching

Quando parlo di coaching mi piace parlare di lavoro sartoriale: seguo i miei clienti con entusiasmo e passione costruendo per loro un percorso su misura e nel quale il mio ruolo è quello di facilitatore.

Durante gli incontri utilizzo esercizi e tecniche che ho sviluppato affiancando squadre sportive e atleti di ogni categoria: il miglioramento a livello di sblocco della performance si nota già dopo le prima sedute.

Se pensi di avere bisogno del mio aiuto contattami per un percorso di coaching e insieme tracceremo la strada per raggiungere i tuoi obiettivi!

Se vuoi approfondire questo argomento puoi leggere:

Michele Zanolli

Da più di 30 anni come Osteopata aiuto i pazienti nel recupero della funzionalità di muscoli e articolazioni oltre e al ripristino delle principali funzioni fisiologiche generali, anche con l’uso dell’ipnosi clinica ericksoniana.

Negli anni mi sono specializzato anche in Mental Coaching seguendo atleti di varie discipline sportive, dal rugby al sollevamento pesi, nuoto, triathlon, motocross e football americano.

Michele Zanolli

Osteopata & Mental Coach

Per saperne di più sui miei servizi vedi:

Contatti:

info@michelezanolli.it

  +39 392 283 4920

©2024 Dott. Michele Zanolli – Riproduzione riservata

Sport Coaching: il segreto per performare nello sport

Sport Coaching: il segreto per performare nello sport

Zanolli Osteopatia

Sei un atleta e vorresti migliorare la tua performance? O sei un allenatore e ti sembra che la tua squadra non sia unita? Il coaching sportivo nasce proprio per supportare gli atleti nel percorso di consapevolezza e sviluppo del loro potenziale

Il Coaching nasce in ambito sportivo, e in questo ambiente trova la sua più naturale applicazione, proprio perché tutto lo sport è focalizzato sui concetti chiave del Coaching: performance, obiettivi, talento e potenziale.

Se in passato si credeva che fosse il fisico ciò che contava di più negli atleti, l’importanza dell’allenamento mentale come parte integrante della preparazione atletica e tecnica è ormai generalmente condiviso: è sulla mente che bisogna lavorare per raggiungere gli obiettivi dell’atleta e migliorare la sua performance.

Nello sport esistono molti tipi di performance: atletica, tecnica, tattico-strategica, mentale, emotiva e relazionale, con le declinazioni individuali e di squadra: è lavorando su ognuna di esse che si ottengono i massimi livelli.

Il percorso di performance coaching: strategia e interventi

Il percorso di coaching che ho messo a punto dopo anni di collaborazione con squadre sportive e atleti professionisti punta ad accompagnare l’atleta nel viaggio di consapevolezza del proprio potenziale.

Motivazione, obiettivo e gestione dello stato emotivo sono aspetti mentali sui quali si concentra il coaching applicato allo sport e lo scopo di questo percorso è il raggiungimento della massima prestazione possibile.

Utilità dell’intervento del performance coach sportivo

Il Coaching  può essere applicato a diversi tipi di contesto sportivo, professionistico o dilettantistico, di squadra o individuale, agonistico o non agonistico.

In particolare, il mental coach sportivo lavora per aiutare l’atleta quando questo:

  • Vorrebbe più sicurezza in se stesso
  • In gara non riesce ad ottenere gli stessi risultati che ottiene in allenamento
  • Vive l’ansia da prestazione
  • Ha bisogno di costruire un obiettivo e il relativo piano d’azione
  • Non riesce a gestire in modo positivo le proprie emozioni
  • Non è consapevole del proprio potenziale o non è in grado di sfruttarlo al massimo

È utile al contempo se l’atleta:

  • Ha paura del successo
  • Subisce in modo negativo la pressione e le aspettative dell’ambiente
  • Ha difficoltà a mantenere la concentrazione per il tempo necessario
  • Ha paura di sbagliare o di fallire
  • Ha bisogno di troppo tempo per recuperare dopo le sconfitte
  • Vuole riprendere a giocare più velocemente possibile superando la paura dopo un infortunio
  • Ha difficoltà a gestire lo stress o la stanchezza psicofisica

Il percorso è utile anche all’allenatore e alla squadra nel suo complesso, in particolare se:

  • L’allenatore non ha fiducia nei propri giocatori
  • I giocatori hanno difficoltà a comunicare tra di loro e con l’allenatore e viceversa
  • La squadra non si sente tale

Sport Coaching: migliora le tue performance sportive con una sessione di coaching

Come coach sportivo mi piace parlare di lavoro sartoriale: seguo i miei clienti con entusiasmo e passione costruendo per loro un percorso su misura e nel quale io svolgo il ruolo di facilitatore.

Il mio primo proponimento è quello di rendere autonomo l’atleta e, già dopo i primi incontri, grazie ad esercizi e tecniche che ho sviluppato affiancando squadre sportive ed atleti di ogni categoria, si nota un miglioramento a livello di sblocco della performance.

Se pensi di avere bisogno del mio aiuto, come atleta o come allenatore, contattami per un percorso di coaching e insieme tracceremo la strada per raggiungere i tuoi obiettivi!

Michele Zanolli

Da più di 30 anni come Osteopata aiuto i pazienti nel recupero della funzionalità di muscoli e articolazioni oltre e al ripristino delle principali funzioni fisiologiche generali, anche con l’uso dell’ipnosi clinica ericksoniana.

Negli anni mi sono specializzato anche in Mental Coaching seguendo atleti di varie discipline sportive, dal rugby al sollevamento pesi, nuoto, triathlon, motocross e football americano.

Michele Zanolli

Osteopata & Mental Coach

Per saperne di più sui miei servizi vedi:

Contatti:

info@michelezanolli.it

  +39 392 283 4920

©2024 Dott. Michele Zanolli – Riproduzione riservata