
Nella carriera di uno sportivo l’infortunio è una fase delicata che richiede un intervento deciso e risolutivo. La psicologia dello sport guarda all’ipnosi come a una tecnica efficace di recupero
L’infortunio nello sport rappresenta sempre una fase molto critica sia per il professionista e sia per lo sportivo comune.
Le ripercussioni che hanno le diverse tipologie di infortuni influiscono sulla psicologia dell’atleta aumentando i tempi di recupero e di reattività all’evento traumatico.
Risulta infatti evidente da numerose ricerche di psicologia sportiva (vedi cit. fonti a fine articolo) che la preparazione mentale degli atleti è altrettanto importante quanto la preparazione fisica.
In questa direzione la psicologia dello sport ha trovato nell’ipnosi un’efficace tecnica di intervento sia post infortunio sia durante la normale attività di allenamento e gara.
Un percorso quello dell’ipnosi, chiamata anche “immaginazione guidata” o “visualizzazione attiva” per usare dei termini più descrittivi, che viene inserito nei programmi riabilitativi per superare quel trauma psicologico tanto difficile da circoscrivere.
Parliamo di ipnosi: definizione e ricerche
L’ipnosi è uno stato di coscienza diverso dallo stato di veglia comune (definizione del ricercatore André Muller Weitzenhoffer).
Ecco che il supporto dell’ipnotista che applica l’ipnosi al paziente è utile per produrre dei cambiamenti nelle percezioni e nei pensieri con l’obiettivo di cambiare gli schemi di comportamento (Michael Heap e Kottiyattil K. Aravind, 2001).
In tal senso la fase ipnotica nello sport porta ad un aumento dello stato di rilassamento dello sportivo fino al miglioramento della propria emotività.
Ma non solo.
Con l’ipnosi si arriva ad agire sul dolore cronico che può durare anche dopo il recupero dall’infortunio.
A rigurado ci sono delle ricerche pubblicate dagli psicologi Guy Montgomery, Katherine Duhamel e William H. Read che dimostrano l’efficacia delle cure ipnotiche nella gestione del dolore.
Dai 18 studi pubblicati dagli stessi psicologi, il 75% dei partecipanti hanno ottenuto un significativo sollievo grazie a queste tecniche.

L’infortunio nello sport è una fase delicata da risolvere sia dal punto di vista fisico che psicologico. Per questo serve il supporto di un professionista
Quali benefici può portare l’ipnosi clinica
L’uso dell’ipnosi è da ritenersi utile per bloccare l’elaborazione del dolore da parte del cervello aumentandone la soglia del sollievo.
Inoltre l’ipnosi contribuisce a ridurre le fasi di ansia e stress provocate da uno stato di sofferenza fornendo una forma di dissociazione tra gli stimoli dolorosi e non.
Una specie di analgesico che allevia la percezione dolorosa e che facilita il ritorno dell’atleta agli allenamenti e alle gare.
Con l’ipnosi si arriva a potenziare divesi aspetti, tra questi:
- lo sviluppo di una motivazione profonda,
- aumentare la capacità di recupero psico-fisico,
- distogliersi dai pensieri demolitivi e controproducenti,
- aumentare la resistenza alla fatica,
- capire come trovare il giusto livello di concentrazione necessario alle diverse necessità di allenamento o gara,
- controllare ansia e tensione.
Il consiglio del professionista
I periodi di infortunio di un’atleta, dovuti a distorsioni, strappi muscolari, fratture o altro, sono associati a fasi di inattività dove aumenta il senso di frustazione per la mancata preparazione fisica.
Ecco che la gestione della tensione e delle emozioni che si manifestano in queste occasioni richiede un intervento di supporto.
Con un programma di ipnosi e autoipnosi proposto dal professionista e personalizzato in base alle caratteristiche psico-somatiche di ogni atleta, si può preparare il ritorno ottimale alla performance sportiva.
In conclusione si può affermare che la gestione del dolore post trauma richiede un intervento mirato dove l’applicazione dell’ipnosi trova dei risultati ottimali.
E attraverso l’applicazione di questa “immaginazione guidata” l’atleta arriva a percepire quella sensazione di fiducia indispensabile per riattivarsi con più vigore ed energia.
- durante la seduta di ipnosi si rimane coscienti. Mentre in passato si credeva che l’efficacia dell’intervento fosse tanto maggiore quanto più profonda la trance, oggi si prediligono trance il più possibile leggere;
- non è necessario credere all’ipnosi perché funzioni, la letteratura scientifica ne conferma l’efficacia a prescindere dalle credenze individuali;
- dopo la seduta si ricorda esattamente ciò che avviene.
Fonti
- Heap, M., & Aravind, K. A. K. (2001). Hartlands Medical and Dental Hypnosis. Elsevier Health Sciences.
- Montgomery G. H., DuHamel K. N., Redd W. H. (2000). “A meta-analysis of hypnotically induced analgesia: how effective is hypnosis?”. International Journal of Clinical and Experimental Hypnosis.
- Enrico Facco, (2014). Meditazione e ipnosi. Tra neuroscienze, filosofia e pregiudizio. Edizioni Altravista.
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Negli anni mi sono specializzato anche in Mental Coaching seguendo atleti di varie discipline sportive, dal rugby al sollevamento pesi, nuoto, triathlon, motocross e football americano.
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