
Nel tennis l’infiammazione del tunnel carpale è causa di lunghi periodi di inattività. Ecco come l’intervento dell’osteopata può ridurre i tempi di recupero
Il dolore al polso, dovuto all’infiammazione del tunnel carpale, è una delle problematiche più frequenti che si presentano al lavoro, nella quotidianità e in determinati sport, in special modo il tennis.
Per questo è importante cercare di capire come ridurre le probabilità di contrarre questa fastidiosa infiammazione ai tendini e nervi.
Nella pratica dello sport del tennis è utile identificare le cause che portano l’insorgere dell’infiammazione e limitare il più possibile eventuali infortuni.
In questo ultimo decennio è aumentato il problema del dolore/lesione al polso sia per come viene impugnata la racchetta sia per la velocità di gioco e la potenza dei colpi.
Uno studio condotto su 370 tennisti ha evidenziato che la presa Eastern è associata a lesioni del polso radiale mentre la presa Western e semi-Western sono associate a lesioni nella zona ulnare (estensore ulnare del carpo). [fonte: aiso-associazionescuoleosteopatia.it]
Ora prendiamo in considerazione la zona da trattare in caso di dolore, cioè quella del polso.
Il polso: un crocevia di tendini e nervi
Il polso unisce l’avambraccio alla mano ed è composto da 8 ossa sottili, suddivise su due file parallele di 4 chiamate “ossa carpali”.
Il carpo si trova in mezzo a due articolazioni: le articolazioni del polso e quelle del metacarpo (che compone le ossa della mano).
L’articolazione del polso è il risultato della funzionalità tra carpo e il radio (un osso dell’avambraccio).
Il tunnel carpale è quel canale anatomico attraverso il quale passano i tendini di ben 9 muscoli della mano e il nervo mediano.
Questi 9 tendini che passano dal tunnel carpale appartengono uno al muscolo flessore del pollice, quattro ai muscoli flessori delle dita della mano e quattro ai muscoli flessori superficiali delle dita della mano.
In ultima c’è il nervo mediano che parte in corrispondenza dell’ascella e percorre tutto il braccio e avambraccio fino ad introdursi nel palmo della mano, passando attraverso il tunnel carpale a livello del polso.
Questo nervo permette la capacità tattile del palmo della mano e del suo movimento con il pollice, indice, medio e parte dell’anulare.

La sindrome del tunnel carpale può interessare anche il gomito, con l’infiammazione del nervo dell’ulna
Patologie che possono insorgere nel tunnel carpale
La patologia più comune è la sindrome del tunnel carpale in cui il nervo, schiacciato dai tessuti circostanti, si irrita e perde parte delle sue funzioni.
Questa patologia porta a:
- dolore al polso, al palmo e alle dita controllate dal nervo mediano (escluso il mignolo),
- senso di intorpidimento o sensazione di scossa elettrica,
- deficit di forza della mano,
- gonfiore della mano,
- formicolio delle zone percorse dal nervo mediano in quanto arriva meno sangue al nervo.
Questi sintomi tendono a peggiorare sopratutto durante le normali attività manuali o sportive che sfruttano il movimento del polso e si manifestano nel corso della notte.
Il dolore può espandersi anche all’avambraccio e arrivare fino alla spalla.
La sindrome del tunnel carpale se non trattata può provocare dolore anche durante il giorno, perdita di sensibilità e riduzione della forza della mano.
Nel tennis l’incidenza dei casi aumenta in quanto l’atleta è soggetto a microtraumi al polso dovuti all’impatto della racchetta con la pallina o a torsioni imprevedibili del polso.
I movimenti ripetitivi e le sequenze di carico negli allenamenti possono creare squilibri muscolari e situazioni di stress, soprattutto con il gioco moderno che predilige alcuni tipi di presa di diritto e l’uso del rovescio a due mani.
Intervento e rimedi
Per alleviare i sintomi e ridurre il rischio di sviluppare la sindrome del tunnel carpale il consiglio dell’osteopata è quello di:
- sospendere l’attività sportiva o lavorativa che provoca l’infiammazione,
- riposo dell’articolazione del polso e riprendere l’attività con cautela,
- tenere al caldo mani e polsi sopratutto nella stagione fredda,
- riequilibrare il polso e il sistema flessore ed estensore delle dita fino al gomito e all’avambraccio.
In molti casi le contratture dei muscoli della mano costituiscono un impedimento funzionale nei confronti dello scorrimento dei tendini.
Con una serie di tecniche osteopatiche si può agire sulle disfunzioni dei tendini e delle strutture fibrose della mano con l’obiettivo di ristabilire la normale fisiologia della zona.
Il trattamento manipolativo osteopatico della mano viene comunque esteso all’arto superiore, passando anche dal gomito, fino alla zona cervicale in quanto, quasi sempre, ci sono delle catene disfunzionali discendenti (zone del corpo da analizzare e sulle quali agire per riportare il normale equilibrio fisiologico).
Trattamento manipolativo osteopatico: come interviene l’osteopata
L’intervento dell’osteopata sul paziente avviene dopo una valutazione della zona del corpo da trattare e si basa sulla manipolazione.
Questo trattamento manipolativo, che può essere di tipo pressorio e di allungamento con leggere pressioni sull’area da trattare (sui tessuti molli) fino a movimenti di stretching, è finalizzato a:
- ridurre il dolore,
- alleviare le tensioni muscolari,
- ristabilire e favorire la circolazione sanguigna,
- recuperare la funzionalità dell’arto.
Il trattamento manipolativo può essere complementare anche a terapie mediche e riabilitative.
Secondo l’AISO (Associazione Italiana Scuole Osteopatia) la manipolazione del polso è risultata essere più efficace degli ultrasuoni, del massaggio traverso profondo e degli esercizi di allungamento e rafforzamento muscolare per la gestione dell’epicondilite laterale quando c’era un follow-up a breve termine.
Pertanto, il ruolo dell’osteopata nel tennis è diventato fondamentale nella preparazione dell’atleta e, sopratutto, nella riabilitazione post infortunio, con il recupero della funzionalità della zona interessata.
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Michele Zanolli
Da più di 30 anni come Osteopata aiuto i pazienti nel recupero della funzionalità di muscoli e articolazioni oltre e al ripristino delle principali funzioni fisiologiche generali, anche con l’uso dell’ipnosi clinica ericksoniana.
Negli anni mi sono specializzato anche in Mental Coaching seguendo atleti di varie discipline sportive, dal rugby al sollevamento pesi, nuoto, triathlon, motocross e football americano.
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