+39 392 283 4920 info@michelezanolli.it
Le cause del mal di schiena e l’importanza della prevenzione

Le cause del mal di schiena e l’importanza della prevenzione

Zanolli Osteopatia

Il mal di schiena più comune è dorsale o lombare, ma può essere dovuto anche a problemi viscerali o avere un interessamento di tipo nervoso. L’osteopata può aiutarti a individuare la causa e a impostare una terapia efficace

Il mal di schiena è un dolore molto comune, anzi il più comune fra i dolori muscolo-scheletrici, almeno per la popolazione italiana. 

Secondo una ricerca del global web index il 97% degli italiani prova dolore muscolo-scheletrico e circa l’80% di questi in genere non fa nulla per trovare dei rimedi, oppure aspetta molto tempo prima di rivolgersi ad uno specialista. 

È anche per questo che il mal di schiena è così diffuso e in molte persone diventa cronico: chi ne soffre crede di doversi adattare e conviverci, magari pensando che i loro dolori alla schiena siano dovuti all’età che avanza.

Il mal di schiena è infatti la terza causa di assenza dal lavoro dopo l’influenza e le malattie a carico delle prime vie respiratorie. 

Negli individui con più di 50 anni la percentuale di chi ha dolori alla schiena si alza molto, oscillando tra il 60 e l’80%.

In realtà nella maggior parte dei casi è possibile fare qualcosa per curare il mal di schiena: è prima di tutto fondamentale una diagnosi precisa, in modo da impostare una terapia che funziona.

A volte è necessario modificare delle abitudini, altre volte si può ricorrere alla fisioterapia o ad alcune cure mediche, altre è sufficiente inserire nella routine quotidiana alcuni esercizi di ginnastica per rafforzare la muscolatura dorsale e lombare.

Le cause del mal di schiena

Il mal di schiena può colpire a qualsiasi età e per affrontare il problema è necessario prima di tutto individuarne la causa.

Le cause dei dolori alla schiena infatti sono molteplici e a seconda del tipo di mal di schiena si adottano diversi approcci per curarla.

Per capire come curare il tuo mal di schiena devi porti due domande: la prima è “che tipo di mal di schiena ho? e la seconda domanda è “perché ho mal di schiena?”.

Lombalgia

Dolori alla schiena con interessamento lombare

 

Mal di schiena: le cause più comuni

Le cause del mal di schiena cronico possono essere moltissime. 

Il mal di schiena può provenire da un trauma, ad esempio un infortunio o un movimento sbagliato. In questo caso è semplice individuare la causa perché il paziente si accorge del dolore nel momento stesso del trauma.

In questi casi il dolore è molto intenso e localizzato, con delle fitte alla schiena e difficoltà a stare seduti o in piedi (posizioni in carico).

Il mal di schiena può essere dovuto anche ad abitudini posturali scorrette al lavoro, a casa o in macchina. 

Anche la sedentarietà è spesso collegata al mal di schiena, perché viene meno l’elasticità della colonna. 

Anche l’attività sportiva svolta male può causare dolori alla schiena, perché si carica in modo sbagliato la colonna vertebrale. Questo è particolarmente rischioso in giovane età, quando ancora lo scheletro si sta sviluppando. 

Inoltre, come per moltissime altre patologie, può essere una causa del mal di schiena l’obesità. Essere in sovrappeso obbliga la colonna vertebrale a reggere un peso eccessivo, ad una postura adattata e ad una motricità alterata.

Mal di schiena: cause miste

Non tutte le cause del mal di schiena sono di tipo meccanico, ossia con danno alle vertebre, ai dischi intervertebrali, a muscoli o legamenti. 

Spesso le cause sono miste e possono avere un interessamento di tipo nervoso.

Un’altra causa poco considerata ma molto importante è la causa viscerale, come ad esempio la frequente colite o il colon irritabile.

Sono soprattutto gli osteopati a individuare la causa di questo tipo di mal di schiena, proprio la loro predisposizione a una visione d’insieme, che deriva dalla loro formazione olistica oltre che scientifica. 

Un organo in disfunzione può ripercuotersi infatti sulla vertebra corrispondente e causare dolore vertebrale.

Nel caso di mal di schiena ricordiamo che l’intestino è avvolto dal peritoneo, che è collegato alla colonna vertebrale.

Un’altra causa di dolore alla schiena è la predisposizione: un’approfondita analisi statistica dell’Università dello Utah, pubblicata sul Journal of Bone and Joint Surgery, ha dimostrato che i dolori alla schiena passerebbero di padre in figlio in almeno il 50% dei casi

Per cui, in chi è più propenso all’usura delle vertebre o dei dischi intervertebrali, possiamo parlare di ereditarietà.

Non dimentichiamo poi il fattore emotivo. Un numero sempre maggiore di studi ha evidenziato una stretta relazione fra mal di schiena e input emotivi. 

Anche lo stress, l’ansia e la depressione possono manifestarsi con dolori lombari o cervicali.

Tipi di mal di schiena e sintomatologia

Se il mal di schiena è basso, a livello del tratto lombare, si parla di mal di schiena lombare o lombalgia. È il più comune dei dolori alla schiena e spesso si manifesta con sintomatologia quale spasmi muscolari, sensibilità al tatto, difficoltà di movimento, dolore ai glutei, all’inguine o alle gambe, debolezza o intorpidimento degli arti inferiori.

Quando invece il mal di schiena è alto si parla di dorsalgia.

dorsalgia

Dorsalgia: il dolore si localizza tra le scapole

In questo caso il dolore colpisce la parte dorsale della schiena e si localizza solitamente tra le scapole, ma si può irradiare anche su tutta la gabbia toracica estendendosi alle spalle e proseguendo verso le braccia.

In ogni caso si assiste a una riduzione della flessibilità della schiena e dei movimenti e difficoltà a mantenere la posizione eretta.

Come prevenire il mal di schiena

La prevenzione è la migliore arma contro il mal di schiena.

Per mantenere la schiena in salute è importante:

  • Fare un esercizio fisico regolare per rafforzare la muscolature dorsale e lombare, 
  • Evitare il sovrappeso, 
  • Mantenere una postura corretta e cambiare spesso posizione per evitare di sovraccaricare la schiena,
  • Utilizzare una sedia che offra un buon supporto alla schiena e alle braccia,
  • Imparare ad alzarsi, quando si è seduti, facendo forza sulle gambe e le ginocchia, senza piegare la schiena in avanti, 
  • Evitare movimenti che potrebbero causare traumi, ad esempio sollevare da soli carichi troppo pesanti.

 

Il mal di schiena non ti dà tregua?

Chiamami per risolvere il tuo problema. 

Il mio studio si trova a Santa Maria di Zevio (Verona).

Se vuoi saperne di più su come lavora l’osteopata leggi: Quando hai bisogno dell’Osteopata

Michele Zanolli

Da più di 30 anni come Osteopata aiuto i pazienti nel recupero della funzionalità di muscoli e articolazioni oltre e al ripristino delle principali funzioni fisiologiche generali, anche con l’uso dell’ipnosi clinica ericksoniana.

Negli anni mi sono specializzato anche in Mental Coaching seguendo atleti di varie discipline sportive, dal rugby al sollevamento pesi, nuoto, triathlon, motocross e football americano.

Michele Zanolli

Osteopata & Mental Coach

Per saperne di più sui miei servizi vedi:

Contatti:

info@michelezanolli.it

  +39 392 283 4920

©2024 Dott. Michele Zanolli – Riproduzione riservata

Dolore cronico: come riconoscerlo e come gestirlo

Dolore cronico: come riconoscerlo e come gestirlo

Zanolli Osteopatia

Dolore cronico, ne soffrono 13 milioni di italiani e 150 milioni di europei. Studi recenti ci insegnano a gestirlo 

Per dolore cronico si intende quel dolore che dura da oltre tre mesi, o che persiste da oltre un mese dopo la risoluzione della lesione o del problema che lo ha originato.

Il dolore cronico è oggi una patologia a cui si riserva poca attenzione in ambito sanitario e sociale, benché ne soffrano circa 13 milioni di italiani e 150 milioni di cittadini europei (fonte: Osservatorio malattie rare-OMAR).

Lo studio sul dolore cronico

Lo studio a cui mi riferisco è il Rapporto Istisan “Dolore cronico in Italia e suoi correlati psicosociali dalla “Indagine europea sulla salute” (European Health Interview Survey) 2019, pubblicato dall’Istituto Superiore di Sanità (scarica il PDF).

Dai risultati emerge che il dolore cronico affligge circa 4 milioni di uomini e quasi 6 milioni e mezzo di donne ed è presente nell’8% della popolazione di 18-44 anni, con un aumento al 21,3% tra i 45-54enni, al 35% tra i cosiddetti “giovani anziani” (65-74enni), fino a raggiungere il 50% negli ultra-ottantacinquenni.

Per il dolore cronico si confermano le diseguaglianze di genere: il divario nelle stime di prevalenza tra maschi e femmine inizia infatti già all’età di 35 anni, e va man mano ampliandosi a sfavore delle persone di sesso femminile, con percentuali superiori di oltre 15 punti tra gli anziani (65 anni e più).

Nel complesso, il 60% delle persone adulte con dolore cronico in Italia è di sesso femminile.

Come si può riconoscere il dolore cronico? È possibile imparare a conviverci?

Il dolore è qualcosa che il corpo umano usa per dire che qualcosa non va. Chi prova dolore a volte non riesce a identificarne la causa, con una serie di conseguenze nella propria quotidianità e sulla qualità della vita.

Anche l’invecchiamento del corpo può portare con sé una serie di dolori che vanno a impattare sulla qualità della vita.

Ricordiamo che la definizione di dolore cronico è un dolore persistente, continuo o ricorrente, che dura da più di 3 mesi.

Diversamente dal dolore acuto, che è provocato da una specifica malattia o lesione, il dolore cronico diventa esso stesso malattia se non viene gestito in modo corretto e velocemente.

Terapia del dolore cronico

La terapia per un dolore cronico deve essere guidata dagli specialisti, evitando il fai da te, che spesso porta a ritardi nella diagnosi corretta e compromette i risultati terapeutici.

È importante che i pazienti affetti da dolore cronico si affidino alle cure dei medici terapisti del dolore, che sanno consigliare il tipo di farmaco adatto alla situazione.

I tipi di farmaci più comunemente utilizzati per il dolore cronico sono i farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS), il paracetamolo, gli oppiacei, gli antidepressivi e i miorilassanti (farmaci che rilassano la muscolatura contratta).

Ipnosi e gestione del dolore: caso clinico

Non tutti i pazienti rispondono ai farmaci antidolorifici comunemente utilizzati. Per questo motivo la comunità scientifica si sta concentrando sulla ricerca di strumenti non farmacologici di gestione del dolore.

In un articolo de L’American Journal of Clinical Hypnosis viene descritto il caso di un paziente di 67 anni affetto da una grave neuropatia diabetica che non aveva risposto a tre cicli di trattamenti con farmaci antidolorifici.

Il quadro aveva costretto l’uomo ad un pensionamento anticipato ed aveva favorito l’esordio di un disturbo depressivo.

Gli autori riportano che, dopo aver lavorato con l’ipnosi e l’autoipnosi, oltre ad aver riportato un miglioramento nella sintomatologia e nella qualità di vita, il paziente ha potuto ridurre i dosaggi di farmaci.

Testimonianze come questa dimostrano quanto le metodiche ipnotiche siano efficaci nel raggiungimento di un benessere psico-fisico in varie tipologie di pazienti affetti da dolore cronico.

Ne ho parlato anche in un recente articolo sulla Fibromialgia, un disturbo funzionale che si manifesta principalmente con una aumentata sensibilità alla pressione, diffusa in diversi distretti corporei.

Se vuoi approfondire questo discorso, o se soffri di dolore cronico e vuoi saperne di più su come funziona l’ipnosi, non esitare a contattarmi.

Michele Zanolli

Da più di 30 anni come Osteopata aiuto i pazienti nel recupero della funzionalità di muscoli e articolazioni oltre e al ripristino delle principali funzioni fisiologiche generali, anche con l’uso dell’ipnosi clinica ericksoniana.

Negli anni mi sono specializzato anche in Mental Coaching seguendo atleti di varie discipline sportive, dal rugby al sollevamento pesi, nuoto, triathlon, motocross e football americano.

Michele Zanolli

Osteopata & Mental Coach

Per saperne di più sui miei servizi vedi:

Contatti:

info@michelezanolli.it

  +39 392 283 4920

©2024 Dott. Michele Zanolli – Riproduzione riservata

Fibromialgia: cos’è e come ridurre il dolore

Fibromialgia: cos’è e come ridurre il dolore

Zanolli Osteopatia

Studi svolti negli USA hanno dimostrato l’efficacia dell’ipnosi nella gestione del dolore cronico e nel miglioramento delle stile di vita dei pazienti

La fibromialgia è un disturbo funzionale che si manifesta principalmente con una aumentata sensibilità alla pressione, diffusa in diversi distretti corporei. 

Al dolore generalizzato e cronico si accompagnano sintomi quali affaticamento, insonnia, aumentato stress, disturbi cognitivi, depressione ed ansia: tutti fattori che limitano l’attività fisica e l’interazione sociale. 

La fibromialgia colpisce circa il 2.7% della popolazione mondiale, circa 2 milioni di persone in Italia, più spesso donne in età adulta. 

Le sue conseguenze generano effetti negativi sulla vita quotidiana di chi ne soffre, impedendo loro di svolgere serenamente anche attività routinarie come fare una doccia o vestirsi.

Fibromialgia: sintomi comuni

I sintomi della fibromialgia sono molti e di natura diversa. Quasi sempre è presente un dolore cronico e diffuso in tutto il corpo che interessa muscoli, tessuti fibrosi (tendini e legamenti) e articolazioni. 

Le zone più colpite sono spalle, collo, torace, anche e braccia. Il dolore tipicamente aumenta se viene esercitata pressione coi polpastrelli in alcuni punti sensibili, detti tender points.

I sintomi possono comparire in modo graduale e aggravarsi con il passare del tempo, oppure esordire improvvisamente dopo un evento scatenante, come un trauma fisico, un’infezione o uno stress psicologico.

Altri sintomi comuni sono stanchezza e affaticamento (astenia), disturbi dell’umore e del sonno (irritabilità, nervosismo, ansia, insonnia), disturbi correlati allo stress (come il disturbo post-traumatico da stress), sindrome del colon irritabileemicrania, rigidità muscolare, formicolii in entrambi i lati del corpo, patologie a carico del tessuto connettivo (come le artriti reumatoidi o il lupus).

Esiste una cura per la fibromialgia?

Non esiste una cura risolutiva per la fibromialgia, che nella maggior parte dei casi è una condizione cronica. È però possibile conviverci, alleviandone la sintomatologia.

A seconda della severità del disturbo può essere utile la combinazione di diversi approcci terapeutici, quali l’impiego di farmaci per gestire il dolore e per migliorare la qualità del sonno (antidolorifici e antidepressivi, antiepilettici e miorilassanti) uniti ad esercizi di stretching (per allungare la muscolatura) e all’utilizzo di tecniche di rilassamento per gestire lo stress, quali la terapia cognitivo comportamentale, la meditazione o tecniche di respirazione profonda. 

Per la cura dei sintomi della fibromialgia è utile anche seguire un’alimentazione equilibrata e sana, a basso contenuti di zuccheri.

Tuttavia, la terapia farmacologica si è rivelata efficace solo sul 30%-50% della popolazione. 

Curare la fibromialgia con l’ipnosi: lo studio

Grazie all’Ipnosi clinica si riesce a gestire la sintomatologia fibromialgica.

In una ricerca, il cui studio è stato pubblicato sull’American Journal of Clinical Hypnosis (ASCH), si è occupata di valutare l’efficacia dell’ipnosi nel trattamento del dolore cronico dovuto a fibromialgia. Il campione, composto da 97 partecipanti, è stato suddiviso in due gruppi. 

Mentre entrambi i gruppi hanno ricevuto il trattamento farmacologico standard suggerito per la gestione della patologia, solo i partecipanti del gruppo sperimentale hanno preso parte ad un programma terapeutico con l’uso di ipnosi. 

I risultati hanno mostrato che le persone assegnate al gruppo sperimentale, al termine dello studio, riportavano una migliore qualità di vita, meno dolore, più energia, umore più alto. Questo studio dimostra inoltre che l’ipnosi può essere utile in molti tipi di disturbi psicosomatici.

Alcuni pazienti hanno raccontato come, grazie all’ipnosi, sia possibile acquisire il controllo sull’intensità del dolore percepito, e molti di essi hanno ottenuto grandi benefici già dopo i primi incontri. Questi risultati, confermati dalla letteratura, sono avvalorati dal fatto che l’osservazione compiuta attraverso risonanza magnetica funzionale del cervello dei partecipanti ha rilevato una minore attivazione dei circuiti neurali del dolore.

La letteratura scientifica ha da poco prodotto una ulteriore prova sull’efficacia dell’ipnosi e dell’autoipnosi nel trattare quadri clinici comunemente considerati psicosomatici, cioè in cui la mente sembra avere un ruolo importante nel generare una sofferenza del corpo.

L’inconscio è una risorsa, e scoprire di avere dentro di se una riserva di energie e conoscenze che non si sa di possedere può produrre effetti positivi su molti aspetti della vita. 

Se vuoi approfondire questo discorso, o se soffri di fibromialgia e vuoi saperne di più su come funziona l’ipnosi clinica, non esitare a contattarmi.

 

Riferimenti bibliografici

1.    Bernardy K, Fuber N, Klose P, Hauser W. Efficacy of hypnosis/guided imagery in fibromyalgia syndrome – a  systematic review and meta-analysis of controlled trials. BMC Muscoloskeletal Disorders, 2011, 12, 1-11
2.    Castel A, Perez M, Sala J, Padrol A, Rull M. Effect of hypnotic suggestion on fibromyalgic pain: comparison between hypnosis and relaxation. European Journal of Pain, 2007,11, 463-468.
3.    Derbyshire SWG, Whalley MG, Oakley DA. Fibromyalgia pain and its modulation by hypnotic and non-hypnotic suggestion: an fMRI analysis. Journal of Pain, 2009, 13, 542-550
4.    www.nicolettagava.it

Michele Zanolli

Da più di 30 anni come Osteopata aiuto i pazienti nel recupero della funzionalità di muscoli e articolazioni oltre e al ripristino delle principali funzioni fisiologiche generali, anche con l’uso dell’ipnosi clinica ericksoniana.

Negli anni mi sono specializzato anche in Mental Coaching seguendo atleti di varie discipline sportive, dal rugby al sollevamento pesi, nuoto, triathlon, motocross e football americano.

Michele Zanolli

Osteopata & Mental Coach

Per saperne di più sui miei servizi vedi:

Contatti:

info@michelezanolli.it

  +39 392 283 4920

©2024 Dott. Michele Zanolli – Riproduzione riservata