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Recupero post-operatorio e Osteopatia

Recupero post-operatorio e Osteopatia

Zanolli Osteopatia

Per il corpo l’intervento chirurgico è un trauma. L’osteopata può aiutarti a superarlo e a recuperare mobilità e benessere 

In che modo può essere di aiuto l’osteopatia nel recupero dopo un intervento chirurgico?

Prova a pensare a cosa rappresenta l’intervento chirurgico per il corpo.

Per il corpo, l’intervento chirurgico è un trauma.

L’osteopata può attenuare gli effetti negativi sulla salute generale e posturale poiché, grazie alle manipolazioni, facilita il recupero e contribuisce al ripristino dell’armonia meccanico-anatomica di tessuti e organi.

Dopo un trauma, infatti, si instaurano nel corpo meccanismi antalgici e di difesa che alterano la postura e favoriscono lo sviluppo di scompensi locali o a distanza. 

Ciò può causare un funzionamento parziale dell’articolazione che, per evitare il dolore, trasferisce parte del lavoro a strutture anatomiche limitrofe, sovraccaricandole.

Come interviene l’osteopata nel percorso di recupero post-operatorio

In seguito ad un qualunque intervento chirurgico, oltre alla guarigione delle ferite è fondamentale il ripristino della funzione e della mobilità dell’area interessata. 

La riabilitazione post-chirurgica coinvolge tutta una serie di interventi mirati a ripristinare dunque la forza muscolare, la flessibilità, la mobilità articolare e le abilità funzionali compromesse dall’intervento chirurgico. 

Le 4 fasi della terapia osteopatica

Possiamo individuare alcune fasi generali che l’osteopata segue durante la riabilitazione post operatoria.

La prima fase ha come obiettivo la gestione del dolore e dell’infiammazione.

In un secondo momento, l’obiettivo della terapia è il rinforzo progressivo dei muscoli limitrofi all’articolazione interessata.

Nella terza fase l’osteopata introdurrà esercizi specifici per rinforzare la zona interessata, con attenta valutazione della risposta del paziente.

Nella quarta fase, l’osteopata mette in relazione l’articolazione colpita con gli altri distretti muscolo/scheletrici, allo scopo di risolvere eventuali scompensi in atto.

Utilità delle manipolazioni osteopatiche nel post-chirurgia

L’utilizzo di tecniche manipolative osteopatiche è utile per:

  • alleviare il dolore, 
  • migliorare la circolazione, 
  • ridurre l’infiammazione della zona chirurgicamente interessata, 
  • ripristinare l’equilibrio muscolare e la funzione articolare delle aree circostanti.

Riabilitazione post-chirurgica: indicazioni

La riabilitazione post-chirurgica viene effettuata in tutti quei casi in cui il soggetto è stato sottoposto ad un intervento chirurgico in uno qualsiasi dei seguenti distretti:

  • Spalla: nei casi di frattura omero, frattura clavicola, frattura scapola, riparazione tendini cuffia dei rotatori, lesione del cercine glenoideo, protesi spalla, artroscopia spalla.
  • Gomito: nei casi di frattura capitello radiale, frattura processo coronoideo, frattura olecrano, frattura ulna, frattura prossimale del radio, artroscopia gomito, protesi gomito.
  • Polso: per frattura del polso o artroscopia del polso.
  • Mano: nei casi di frattura ossa della mano.
  • Colonna vertebrale (lombare, dorsale, cervicale): ernia del disco, stenosi vertebrale, stabilizzazione, frattura vertebrale.
  • Anca: nei casi di protesi dell’anca, frattura femore, frattura bacino, frattura acetabolo.
  • Ginocchio: nel caso di interventi al menisco, al legamento crociato anteriore, protesi ginocchio, frattura rotula, frattura piatto tibiale, frattura tibia.
  • Caviglia: nel caso di frattura del malleolo e artroscopia della caviglia.
  • Piede: nel caso di frattura ossa del piede.

Durata della riabilitazione

In linea generale, nei primi 30-60 giorni si consigliano almeno due sedute settimanali con l’osteopata.

Con il tempo e con i progressivi miglioramenti, l’osteopata insegnerà al paziente esercizi di rinforzo e stretching muscolare da svolgere in autonomia a casa. 

In questo modo sarà possibile ridurre gli incontri, passando ad un trattamento ogni una o due settimane.

In ogni caso la terapia è personalizzata. Questo perché la durata della riabilitazione post-operatoria varia in base al tipo di intervento chirurgico, alla salute generale del paziente, all’età e al progresso individuale.

Hai subito di recente un intervento chirurgico?

Se hai subito un trauma o un intervento chirurgico e hai bisogno di un percorso di riabilitazione post-chirurgica contattami, come osteopata mi occupo del recupero post-operatorio e post immobilizzazione con trattamenti personalizzati.

Ti aiuterò a riprendere le tue attività quotidiane e a tornare in forma!

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Michele Zanolli

Da più di 30 anni come Osteopata aiuto i pazienti nel recupero della funzionalità di muscoli e articolazioni oltre e al ripristino delle principali funzioni fisiologiche generali, anche con l’uso dell’ipnosi clinica ericksoniana.

Negli anni mi sono specializzato anche in Mental Coaching seguendo atleti di varie discipline sportive, dal rugby al sollevamento pesi, nuoto, triathlon, motocross e football americano.

Michele Zanolli

Osteopata & Mental Coach

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Osteopatia contro lo stress

Osteopatia contro lo stress

Zanolli Osteopatia

Riduzione del dolore, rilascio della tensione muscolare, miglioramento della respirazione e della postura: questi sono alcuni dei benefici dell’osteopatia contro lo stress

In che modo può essere di aiuto l’osteopatia contro lo stress?

I sintomi dello stress, come l’ansia e molti altri disturbi psicofisici, possono essere trattati dall’osteopata con buoni risultati.

In questo approfondimento vedremo prima di tutto come agisce lo stress prolungato sul nostro corpo per poi capire come funziona il trattamento osteopatico per la riduzione dello stress.

Sappiamo che gestire lo stress non è semplice e non riguarda solo la mente. 

Paura, ansia e insonnia possono avere un impatto sulla salute mentale e psicofisica. 

Lo stress e le tensioni della vita in generale possono portare per esempio ad assumere posture sbagliate, ad avere tensioni difensive o dolori in diverse parti del corpo.

Ma cos’è e come agisce sul nostro corpo lo stress?

Lo stress rappresenta la risposta che il nostro organismo attua nei confronti degli stimoli che subisce, stimoli che possono essere emotivi o fisici.

Se il corpo non è in grado di gestire gli stimoli esterni in modo adeguato si parla di “mancato adeguamento allo stress”, con conseguente sviluppo di comuni patologie.

I sintomi più frequenti dello stress sono:

  • mal di testa, vertigini, rigidità muscolare soprattutto nella zona cervico-dorsale,
  • dolori sternali,
  • problematiche respiratorie,
  • disturbi digestivi come alternanza tra stipsi e diarrea,
  • problemi di circolazione,
  • problemi alla pelle.

Ma non dimentichiamo anche la sintomatologia di origine emotiva, quali nervosismo, depressione, ansia, crisi di pianto frequenti e agitazione o perenne stato di allerta.

Tutto quello che ci angoscia può provocare un’amplificazione neurovegetativa delle nostre risposte, e causare lo spasmo dei muscoli e dei visceri. 

Osteopatia e sistema nervoso

L’osteopatia mira a equilibrare il sistema nervoso autonomo e di conseguenza ha degli effetti sui parametri biologici dello stress. 

Inoltre l’osteopatia si occupa di prevenire le risposte fisiologiche allo stress, e questo nella gestione dello stress è fondamentale.

Durante un evento stressante viene attivato il ramo simpatico del sistema nervoso autonomo, quello responsabile della risposta agli stimoli esterni.

A ciò segue un aumento del ritmo cardiaco, un aumento della pressione sanguigna e un ipertono muscolare: tutte risposte fisiologiche allo stress. 

In determinate situazioni, o in conseguenza a forti traumi psico-fisici e stress prolungati, la risposta fisiologica può causare una iperattivazione del sistema nervoso simpatico e uno squilibrio del sistema neurovegetativo che, se diventa costante, va a influire negativamente sulla funzione viscerale, circolatoria e metabolica.

Lo scopo del trattamento osteopatico 

Il trattamento osteopatico, avendo come scopo primario di ristabilire l’armonia tra corpo e mente (nella visione osteopatica il corpo è un’unica entità) sarà di tipo globale.

Ciò vuol dire che l’osteopata, agendo sul corpo, cercherà di liberare anche la mente.

Andando a ripristinare lo svolgimento delle normali funzioni fisiologiche, l’osteopata agirà dunque anche sui sistemi che regolano lo stress. 

L’osteopatia è però solo parte della soluzione, per questo consiglio ai miei pazienti di mantenere uno stile di vita salutare, con un buon sonno e una buona alimentazione.

Fondamentale è anche migliorare la respirazione ed eseguire esercizio fisico costante.

 

benefici osteopatia

Il rilascio della tensione muscolare è uno dei benefici che l’osteopatia attua contro lo stress

Il trattamento osteopatico e i suoi benefici  

Anche se l’osteopatia è tradizionalmente associata al trattamento delle condizioni muscoloscheletriche, sono molti i pazienti che, grazie a una serie di manipolazioni osteopatiche, riportano benefici nello gestire lo stress e delle tensioni associate ad esso.

Ecco di seguito alcuni modi in cui l’osteopata ti aiuta a ridurre lo stress.

Rilascio di tensione muscolare 

Le manipolazioni osteopatiche possono aiutare a rilasciare la tensione muscolare e migliorare la circolazione sanguigna, riducendo così la sensazione di tensione e disagio associata allo stress.

Riduzione del dolore 

Lo stress può spesso causare tensione muscolare e aumentare la percezione del dolore.

L’osteopatia può contribuire a ridurre il dolore muscoloscheletrico associato allo stress, migliorando così il benessere generale del paziente.

Miglioramento della funzione respiratoria 

L’osteopatia può includere tecniche di mobilizzazione toracica e manipolazioni che favoriscono una migliore funzione respiratoria.

Una respirazione più profonda e regolare può aiutare a ridurre la tensione e promuovere il rilassamento, contribuendo a gestire lo stress.

Equilibrio del sistema nervoso

Le manipolazioni osteopatiche possono influenzare il sistema nervoso autonomo, che regola le risposte del corpo allo stress. Stimolare il sistema nervoso parasympathetic, noto anche come “sistema di rilassamento”, può favorire una sensazione di calma e ridurre i livelli di stress.

Promozione del benessere generale

Le sessioni osteopatiche possono essere rilassanti e piacevoli per i pazienti, contribuendo al loro benessere emotivo e psicologico.

Miglioramento della postura e della biomeccanica

L’osteopatia può correggere disfunzioni muscoloscheletriche e migliorare l’allineamento del corpo.

Una postura migliore può ridurre la tensione muscolare e migliorare la circolazione, contribuendo a ridurre lo stress fisico e mentale.

Favorire la consapevolezza del corpo

Durante una sessione osteopatica, il paziente può diventare più consapevole delle sensazioni fisiche e dei segnali del corpo.

Questa consapevolezza può aiutare a individuare e rilasciare tensioni accumulate, nonché a promuovere la connessione mente-corpo, che è importante per la gestione dello stress.

Riduzione dei sintomi correlati allo stress

L’osteopatia può aiutare a ridurre i sintomi fisici correlati allo stress, come mal di testa, dolore alla schiena, tensione muscolare e problemi digestivi.

Il sollievo da questi sintomi può migliorare il benessere generale e la capacità di gestire lo stress quotidiano.

Promozione della guarigione naturale

L’osteopatia si basa sull’idea che il corpo abbia la capacità intrinseca di guarire se stesso. 

Le manipolazioni osteopatiche mirano a rimuovere gli ostacoli che impediscono al corpo di guarire e di funzionare in modo ottimale, contribuendo così a ridurre lo stress fisico e emotivo.

Osteopatia e approccio personalizzato

L’osteopata adotta un approccio personalizzato per ogni paziente, in quanto considera le singole esigenze e gli obiettivi di trattamento. 

Questo approccio personalizzato può contribuire a creare un ambiente terapeutico rilassante e confortevole e promuovere il benessere complessivo del paziente.

In conclusione, l’osteopatia può essere una componente preziosa di un programma di gestione dello stress più ampio, offrendo benefici sia fisici che emotivi. 

È importante però consultare un osteopata qualificato e, se necessario, integrare il trattamento osteopatico con altre strategie di gestione dello stress per ottenere i migliori risultati.

Soffri di stress o ansia e vuoi approfondire questo argomento?

Chiamami, il mio studio si trova a Santa Maria di Zevio (Verona).

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Sul dolore cronico puoi leggere:

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Dolori al collo e messaggi psicosomatici

Dolori al collo e messaggi psicosomatici

Zanolli Osteopatia

Stress, emozioni e altri fattori psicologici possono avere un impatto significativo sulla salute del collo e sul benessere di una persona

La psicosomatica è un campo interdisciplinare che studia l’interazione tra la mente e il corpo, concentrandosi sul modo in cui i fattori psicologici influenzano la salute fisica e viceversa. 

Questo approccio considera che i processi mentali, come le emozioni, i pensieri, lo stress e i comportamenti, possano avere un impatto significativo sulla salute fisica e sul benessere complessivo di una persona.

Nella pratica clinica, la psicosomatica esplora come lo stress emotivo, i traumi psicologici, i conflitti interiori e altri fattori psicologici possano contribuire allo sviluppo o all’aggravamento di disturbi fisici. 

Ciò non significa necessariamente che tutti i disturbi fisici abbiano una causa psicologica, ma piuttosto che il benessere del corpo e della mente sia interconnesso e che entrambi possano influenzarsi reciprocamente.

Psicosomatica: di cosa si occupa

La psicosomatica si occupa anche del modo in cui i disturbi fisici possono influenzare la salute mentale e il benessere emotivo di una persona. 

Ad esempio, un paziente con una malattia cronica potrebbe sperimentare ansia, depressione o altri disturbi emotivi legati alla sua condizione fisica.

È importante sottolineare che la psicosomatica non nega l’importanza delle cause biologiche dei disturbi fisici, ma piuttosto riconosce l’importanza di una visione integrata della salute che consideri sia gli aspetti fisici che quelli psicologici.

In sintesi, la psicosomatica sottolinea l’importanza di considerare la mente e il corpo come interconnessi e di riconoscere il ruolo significativo che i fattori psicologici possono giocare nella salute fisica e nel benessere complessivo di una persona.

messaggi psicosomatici

Messaggi psicosomatici del collo

Il collo è una parte del corpo che può essere soggetta a vari messaggi psicosomatici, cioè manifestazioni fisiche influenzate da fattori psicologici. 

Ecco alcuni esempi di messaggi psicosomatici che possono coinvolgere il collo.

Tensione muscolare

Lo stress emotivo e la tensione mentale possono manifestarsi attraverso la contrazione dei muscoli del collo, portando a rigidità, dolore e disagio.

Difficoltà a esprimere se stessi

Il collo è associato alla comunicazione e all’espressione. Problemi emotivi legati alla comunicazione o alla capacità di esprimere se stessi possono riflettersi attraverso tensione o disagio nel collo.

Senso di oppressione emotiva

Alcune persone possono sperimentare una sensazione di oppressione emotiva che si manifesta fisicamente come un senso di costrizione o peso nel collo.

Difficoltà a prendere decisioni

La tensione nel collo può essere correlata all’ansia o all’incertezza associate alla presa di decisioni importanti o al senso di impotenza nel fare scelte.

Inibizione emotiva

Blocco emotivo o difficoltà nel gestire e esprimere le emozioni può manifestarsi attraverso la sensazione di una “gola stretta”, che può influenzare la respirazione e la postura del collo.

Rabbia o frustrazione repressa

La rabbia o la frustrazione non espressa possono accumularsi e manifestarsi fisicamente nel collo, causando tensione e dolore. Questo può essere particolarmente evidente quando le emozioni non vengono affrontate o gestite in modo sano.

Senso di colpa o vergogna

Le persone che si sentono colpevoli o vergognose possono sperimentare disagio nel collo come risultato delle tensioni emotive associate a queste emozioni. Questo può riflettere una sorta di auto-punizione o auto-repressione.

Sensibilità all’autorità

La sensazione di essere “soffocati” o “strozzati” può derivare da dinamiche relazionali, come la difficoltà a confrontarsi con figure di autorità o il senso di oppressione in situazioni di subordinazione.

Resistenza al cambiamento

Il collo può rappresentare simbolicamente la flessibilità mentale e l’apertura al cambiamento. La tensione nel collo può essere associata alla resistenza o alla rigidità mentale di fronte a nuove situazioni o a cambiamenti nella vita.

Bisogno di difendersi

In alcune circostanze, il collo può reagire psicosomaticamente come un mezzo di protezione o difesa emotiva. Ad esempio, una persona che si sente minacciata o vulnerabile può sperimentare tensione nel collo come una sorta di reazione di allerta del corpo.

Questi sono solo alcuni esempi di possibili messaggi psicosomatici del collo: è importante sottolineare che possono variare da persona a persona e possono essere influenzati da una serie di fattori individuali e contestuali. 

Inoltre, è sempre consigliabile consultare un professionista della salute qualificato per valutare qualsiasi problema fisico o emotivo persistente.

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Le cause del mal di schiena e l’importanza della prevenzione

Le cause del mal di schiena e l’importanza della prevenzione

Zanolli Osteopatia

Il mal di schiena più comune è dorsale o lombare, ma può essere dovuto anche a problemi viscerali o avere un interessamento di tipo nervoso. L’osteopata può aiutarti a individuare la causa e a impostare una terapia efficace

Il mal di schiena è un dolore molto comune, anzi il più comune fra i dolori muscolo-scheletrici, almeno per la popolazione italiana. 

Secondo una ricerca del global web index il 97% degli italiani prova dolore muscolo-scheletrico e circa l’80% di questi in genere non fa nulla per trovare dei rimedi, oppure aspetta molto tempo prima di rivolgersi ad uno specialista. 

È anche per questo che il mal di schiena è così diffuso e in molte persone diventa cronico: chi ne soffre crede di doversi adattare e conviverci, magari pensando che i loro dolori alla schiena siano dovuti all’età che avanza.

Il mal di schiena è infatti la terza causa di assenza dal lavoro dopo l’influenza e le malattie a carico delle prime vie respiratorie. 

Negli individui con più di 50 anni la percentuale di chi ha dolori alla schiena si alza molto, oscillando tra il 60 e l’80%.

In realtà nella maggior parte dei casi è possibile fare qualcosa per curare il mal di schiena: è prima di tutto fondamentale una diagnosi precisa, in modo da impostare una terapia che funziona.

A volte è necessario modificare delle abitudini, altre volte si può ricorrere alla fisioterapia o ad alcune cure mediche, altre è sufficiente inserire nella routine quotidiana alcuni esercizi di ginnastica per rafforzare la muscolatura dorsale e lombare.

Le cause del mal di schiena

Il mal di schiena può colpire a qualsiasi età e per affrontare il problema è necessario prima di tutto individuarne la causa.

Le cause dei dolori alla schiena infatti sono molteplici e a seconda del tipo di mal di schiena si adottano diversi approcci per curarla.

Per capire come curare il tuo mal di schiena devi porti due domande: la prima è “che tipo di mal di schiena ho?” e la seconda domanda è “perché ho mal di schiena?”.

Lombalgia

Dolori alla schiena con interessamento lombare

 

Mal di schiena: le cause più comuni

Le cause del mal di schiena cronico possono essere moltissime. 

Il mal di schiena può provenire da un trauma, ad esempio un infortunio o un movimento sbagliato. In questo caso è semplice individuare la causa perché il paziente si accorge del dolore nel momento stesso del trauma.

In questi casi il dolore è molto intenso e localizzato, con delle fitte alla schiena e difficoltà a stare seduti o in piedi (posizioni in carico).

Il mal di schiena può essere dovuto anche ad abitudini posturali scorrette al lavoro, a casa o in macchina. 

Anche la sedentarietà è spesso collegata al mal di schiena, perché viene meno l’elasticità della colonna. 

Anche l’attività sportiva svolta male può causare dolori alla schiena, perché si carica in modo sbagliato la colonna vertebrale. Questo è particolarmente rischioso in giovane età, quando ancora lo scheletro si sta sviluppando. 

Inoltre, come per moltissime altre patologie, può essere una causa del mal di schiena l’obesità. Essere in sovrappeso obbliga la colonna vertebrale a reggere un peso eccessivo, ad una postura adattata e ad una motricità alterata.

Mal di schiena: cause miste

Non tutte le cause del mal di schiena sono di tipo meccanico, ossia con danno alle vertebre, ai dischi intervertebrali, a muscoli o legamenti. 

Spesso le cause sono miste e possono avere un interessamento di tipo nervoso.

Un’altra causa poco considerata ma molto importante è la causa viscerale, come ad esempio la frequente colite o il colon irritabile.

Sono soprattutto gli osteopati a individuare la causa di questo tipo di mal di schiena, proprio la loro predisposizione a una visione d’insieme, che deriva dalla loro formazione olistica oltre che scientifica. 

Un organo in disfunzione può ripercuotersi infatti sulla vertebra corrispondente e causare dolore vertebrale.

Nel caso di mal di schiena ricordiamo che l’intestino è avvolto dal peritoneo, che è collegato alla colonna vertebrale.

Un’altra causa di dolore alla schiena è la predisposizione: un’approfondita analisi statistica dell’Università dello Utah, pubblicata sul Journal of Bone and Joint Surgery, ha dimostrato che i dolori alla schiena passerebbero di padre in figlio in almeno il 50% dei casi. 

Per cui, in chi è più propenso all’usura delle vertebre o dei dischi intervertebrali, possiamo parlare di ereditarietà.

Non dimentichiamo poi il fattore emotivo. Un numero sempre maggiore di studi ha evidenziato una stretta relazione fra mal di schiena e input emotivi. 

Anche lo stress, l’ansia e la depressione possono manifestarsi con dolori lombari o cervicali.

Tipi di mal di schiena e sintomatologia

Se il mal di schiena è basso, a livello del tratto lombare, si parla di mal di schiena lombare o lombalgia. È il più comune dei dolori alla schiena e spesso si manifesta con sintomatologia quale spasmi muscolari, sensibilità al tatto, difficoltà di movimento, dolore ai glutei, all’inguine o alle gambe, debolezza o intorpidimento degli arti inferiori.

Quando invece il mal di schiena è alto si parla di dorsalgia.

dorsalgia

Dorsalgia: il dolore si localizza tra le scapole

In questo caso il dolore colpisce la parte dorsale della schiena e si localizza solitamente tra le scapole, ma si può irradiare anche su tutta la gabbia toracica estendendosi alle spalle e proseguendo verso le braccia.

In ogni caso si assiste a una riduzione della flessibilità della schiena e dei movimenti e difficoltà a mantenere la posizione eretta.

Come prevenire il mal di schiena

La prevenzione è la migliore arma contro il mal di schiena.

Per mantenere la schiena in salute è importante:

  • Fare un esercizio fisico regolare per rafforzare la muscolature dorsale e lombare, 
  • Evitare il sovrappeso, 
  • Mantenere una postura corretta e cambiare spesso posizione per evitare di sovraccaricare la schiena,
  • Utilizzare una sedia che offra un buon supporto alla schiena e alle braccia,
  • Imparare ad alzarsi, quando si è seduti, facendo forza sulle gambe e le ginocchia, senza piegare la schiena in avanti, 
  • Evitare movimenti che potrebbero causare traumi, ad esempio sollevare da soli carichi troppo pesanti.

 

Il mal di schiena non ti dà tregua?

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Dolore alla spalla: possibili cause e patologie comuni

Dolore alla spalla: possibili cause e patologie comuni

Zanolli Osteopatia

Il dolore alla spalla è un problema diffuso che può essere dovuto a cause diverse o essere il segnale di alcune malattie. Una diagnosi differenziale risulta fondamentale per impostare una corretta terapia

I dolori alla spalla sono piuttosto comuni: circa 3 adulti su 10 ne soffrono almeno una volta (fonte Istituto Superiore di Sanità).

I disturbi più diffusi tra le persone di mezz’età e gli anziani sono la spalla congelata e le lesioni della cuffia dei rotatori.

L’instabilità della spalla e le disfunzioni dell’articolazione acromioclavicolare (l’articolazione fra clavicola e scapola) tendono invece a colpire maggiormente la popolazione giovane.

Tali patologie colpiscono in particolare gli sportivi che praticano sport che richiedono movimenti ripetitivi della spalla (come il bowling, dove è frequente la rotazione del braccio sopra la linea della spalla) o sport di contatto che espongono la spalla a cadute o a urti, come il rugby.

Articolazione della spalla

Vediamo prima un pò di anatomia della spalla e in seguito quali sono le patologie più diffuse.

L’articolazione della spalla è una delle articolazioni più complesse e mobili del corpo umano. È formata da diversi componenti anatomici che lavorano insieme per consentire i tanti movimenti del braccio. 

Ecco una panoramica dei principali componenti e delle caratteristiche dell’articolazione della spalla:

Osso dell’omero:  è il braccio superiore e rappresenta la parte lunga e principale dell’articolazione della spalla. La sua estremità superiore forma la testa dell’omero, che si inserisce nell’articolazione della scapola.

Scapola: osso piatto a forma di triangolo situato sul retro della parete toracica. È collegata all’omero attraverso l’articolazione della spalla e offre una piattaforma stabile per il movimento del braccio.

Clavicola: osso sottile e lungo che si estende dalla parte anteriore del torace fino alla parte superiore della scapola. Contribuisce alla stabilità dell’articolazione della spalla e aiuta a sostenere il braccio.

Capsula articolare: tessuto fibroso che avvolge l’articolazione della spalla, fornendo stabilità e mantenendo i componenti dell’articolazione in posizione.

Cuffia dei rotatori: gruppo di quattro muscoli e relativi tendini che avvolgono la testa dell’omero e forniscono stabilità all’articolazione della spalla. Questi muscoli sono il sovraspinato, il sottospinato, il sottoscapolare e il piccolo rotondo.

Borse sinoviali: piccole sacche riempite di liquido che si trovano intorno all’articolazione della spalla. Aiutano a ridurre l’attrito tra i tendini, i muscoli e le strutture ossee durante il movimento.

Legamenti: ci sono diversi legamenti che contribuiscono alla stabilità dell’articolazione della spalla, compresi il legamento coraco-omerale e il legamento coraco-acromiale.

Anatomia della spalla

Anatomia della spalla

L’articolazione della spalla consente movimenti come flessione, estensione, abduzione, adduzione, rotazione interna ed esterna e circonduzione del braccio.

Questa notevole mobilità rende l’articolazione della spalla vulnerabile a lesioni e problemi, ma anche fondamentale per molte attività quotidiane e sportive.

 

Le patologie della spalla

Le problematiche della spalla possono essere varie e possono interessare diversi componenti anatomici della regione della spalla, come i muscoli, i tendini, le articolazioni e i legamenti. 

Alcune delle problematiche più comuni della spalla sono le seguenti:

Tendinite della cuffia dei rotatori 

Questa condizione coinvolge l’infiammazione o l’irritazione dei tendini che compongono la cuffia dei rotatori, un gruppo di muscoli e tendini che stabilizzano la spalla e consentono il movimento del braccio. È spesso causata da sovraccarico o movimenti ripetitivi.

Sindrome da conflitto subacromiale

Si verifica quando i tendini della cuffia dei rotatori diventano intrappolati o compressi sotto l’acromion, una struttura ossea sopra la spalla. Questo può causare dolore e limitare il movimento del braccio.

Lesioni della cuffia dei rotatori

Le lesioni della cuffia dei rotatori possono variare da strappi parziali a strappi completi dei tendini. Queste lesioni possono essere il risultato di traumi acuti o del deterioramento graduale dei tendini nel tempo.

Instabilità della spalla

Si verifica quando le strutture che mantengono l’articolazione della spalla in posizione sono deboli o danneggiate, causando un’eccessiva mobilità o un senso di instabilità nella spalla.

Capsulite adesiva (spalla congelata)

Questa condizione si caratterizza da una limitazione del movimento della spalla e da dolore dovuto a un ispessimento e a una contrazione della capsula articolare.

Lesioni della cartilagine articolare

Possono verificarsi lesioni della cartilagine articolare a causa di traumi o degenerazione legata all’età, causando dolore e limitazione del movimento.

Borsite della spalla

L’infiammazione delle borse sinoviali intorno alla spalla può causare dolore, gonfiore e limitazione del movimento.

Queste sono solo alcune delle problematiche più comuni della spalla. 

Dolore alla spalla: trattamenti

Per ridurre o eliminare il dolore alla spalla si possono prendere, dopo essersi consultati con il medico, dei farmaci antidolorifici come, ad esempio, quelli a base di ibuprofene.

Oppure, si possono applicare impacchi di ghiaccio per ridurre l’infiammazione. Inoltre, vanno evitate quelle attività che possano peggiorare i disturbi.

In caso di problemi alla spalla è  importante consultare un professionista medico per una valutazione accurata e un piano di trattamento appropriato.

Il trattamento può includere terapia fisica, farmaci, iniezioni di corticosteroidi, interventi chirurgici o altre terapie a seconda della gravità e della causa del problema.

Nella maggior parte delle persone, seguendo le cure indicate dal medico, i disturbi alla spalla guariscono con il tempo.

Soffri di dolori alla spalla a cui non trovi rimedio?

Chiamami per risolvere il tuo problema. 

Il mio studio si trova a Santa Maria di Zevio (Verona).

Se vuoi conoscere come lavora lavora l’osteopata leggi: Quando hai bisogno dell’Osteopata

Michele Zanolli

Da più di 30 anni come Osteopata aiuto i pazienti nel recupero della funzionalità di muscoli e articolazioni oltre e al ripristino delle principali funzioni fisiologiche generali, anche con l’uso dell’ipnosi clinica ericksoniana.

Negli anni mi sono specializzato anche in Mental Coaching seguendo atleti di varie discipline sportive, dal rugby al sollevamento pesi, nuoto, triathlon, motocross e football americano.

Michele Zanolli

Osteopata & Mental Coach

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info@michelezanolli.it

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©2024 Dott. Michele Zanolli – Riproduzione riservata

Cervicalgia: come risolvere il dolore e recuperare il benessere

Cervicalgia: come risolvere il dolore e recuperare il benessere

Zanolli Osteopatia

Il dolore cervicale è sempre più diffuso nella popolazione a causa delle posizioni scorrette tenute con il collo. Trovare una soluzione significa migliorare il livello di benessere personale e la qualità della vita.

La percentuale di coloro che soffrono di cervicalgia è in costante aumento.

Il dolore cervicale, o cervicalgia, è un problema riscontrato da chi lavora davanti ad un computer, da posizioni scorrette alla guida o durante il sonno ma è anche conseguenza del continuo piegarsi sul cellulare.

Essendo il collo una zona composta da delicati complessi articolari (come importanti vasi sanguigni ed elementi del sistema nervoso, oltre a numerosi muscoli e le prime due vertebre cervicali) non bisogna sottovalutare il dolore.

I sintomi possono essere differenti:

  • dolori localizzati al collo e alla zona cervico-scapolare
  • mal di testa
  • rigidità e tensione muscolare
  • mobilità limitata
  • dolori alla colonna dorsale, delle spalle e, nei casi più gravi, lungo le braccia.

Se non curata, la cervicalgia può arrivare a provocare vertigini e nausea.

E qui diventa importante capire da quale zona precisa del nostro corpo proviene la causa che amplifica la patologia.  

Primo passo: capire la provenienza del dolore

Ci possono essere diverse cause scatenanti che acutizzano la cervicalgia.

Tra queste cause è indispensabile capire se provengono da problemi posturali, da un’ernia discale (che provoca una compressione delle radici nervose) oppure sono la conseguenza di un trauma.

Anche un semplice torcicollo, causato da un brusco movimento o da uno sbalzo termico, può causare una contrattura muscolare che limita il regolare movimento del collo.

Se trascorsi un paio di giorni il dolore non svanisce, allora è il caso di agire con un consulto da uno specialista.

In presenza di un trauma, invece, i tempi di recupero si allungano. È il caso del colpo di frusta dovuto ad un incidente.

 

Cervicalgia al collo

La cervicalgia rappresenta una delle patologie più diffuse. Il consulto con uno specialista è il primo passo per recuperare la funzionalità

 

Ultima ricerca pubblicata su The Lancet Rheumatology

Secondo una ricerca svolta dal Global Burden of Disease (GBD – programma di ricerca regionale e globale composto da oltre 3600 ricercatori di 145 paesi) e pubblicata su The Lancet Rheumatology (rivista scientifica specializzata pubblicata da The Lancet) nel marzo 2024, si prevede un aumento a livello mondiale dei casi di dolori al collo e soprattutto per le donne.

Ecco alcuni dati riportati nella ricerca.

“Entro il 2050, si prevede che il numero globale di casi di dolore al collo sarà di 269 milioni, con un aumento del 32,5% dal 2020 al 2050. L’analisi di scomposizione delle proiezioni ha mostrato che la crescita della popolazione era il fattore principale, seguito dall’invecchiamento della popolazione.

A livello globale, nel 2020, il dolore al collo ha colpito 203 milioni di persone. Il tasso di prevalenza globale standardizzato per età del dolore al collo è stato stimato in 2450 casi per 100.000 abitanti e il tasso globale per età è stato stimato in 244 casi per 100 .000. È rimasto stabile tra il 1990 e il 2020 (variazione percentuale 0,2%).

A livello globale, le donne avevano un tasso di prevalenza standardizzato per età più elevato (2890 per 100.000 abitanti) rispetto ai maschi (2000 per 100.000 abitanti), con un picco di prevalenza tra 45 e 74 anni nei maschi e nelle femmine”.

(Fonte: thelancet.com con DOI ID)

Se ti interessa approfondire ti allego qui sotto il PDF della ricerca (licenza Creative Commons BY 4.0 Deed).

Scarica PDF

Sintomi e cura del colpo di frusta

Nel caso del colpo di frusta, dovuto spesso a un tamponamento in macchina o ad uno scontro subito alle spalle, siamo in presenza di un possibile danneggiamento delle fibre muscolari e legamentose.

Il colpo di frusta può provocare anche nausea, vetigini e forti mal di testa oltre alla possibilità di irradiamento del dolore dell’arto superiore.

Con questa sintomatologia la cura prevede tre fasi.

Prima fase: riduzione del dolore e dell’infiammazione con terapie strumentali (Laser o Tecar) o con farmaci antinfiammatori e miorilassanti nel caso di dolore acuto.

Seconda fase: trattamento manuale per migliorare le contratture con delle manipolazioni vertebrali.

Terza fase: agire con esercizi mirati al recupero della mobilità per rinforzare i muscoli che sostengono il tratto cervicale.

Cervicalgia non traumatica

Diverso è l’approccio quando la causa  della cervicalgia non è traumatica.

In questo caso bisogna approfondire le abitudini di vita del paziente per impostare un piano di recupero.

Ci può essere la possibile presenza di un’ernia cervicale se, per esempio, ci sono sintomi come formicolìo o dolore al braccio.

In questo caso è possibile risolvere con una terapia conservativa, se l’osteopata o il fisioterapista la ritengono più efficace.

In ogni modo l’intervento dell’osteopata avviene prima con una ricerca con dei test su tutto il corpo.

Un’indagine che si concentra sia su muscoli e ossa sia sulla zona viscerale del collo e dell’addome per arrivare al cranio con le terminazioni nervose.

Questi test servono all’osteopata per indagare sulla zona di dolore, nello specifico la zona cervicale, e sono importanti per capire se il problema del paziente è di sua pertinenza oppure di un altro specialista.

Soffri anche tu di cervicalgia?

Non aspettare che il dolore si acutizzi o diventi più persistente.

Prima si comprende la causa scatenante e meglio si interviene con una specifica terapia.

Contattami per un consulto: il mio studio si trova a Santa Maria di Zavio (Verona).

 

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