
Grazie alla mobilizzazione articolare, alle manipolazioni e al massaggio dei tessuti molli l’osteopata può aiutarti nel recupero funzionale del ginocchio dolorante, con beneficio dell’intero sistema muscolo-scheletrico
L’artrosi al ginocchio, conosciuta anche come gonartrosi, è una malattia cronica degenerativa che colpisce l’ articolazione del ginocchio, caratterizzata dalla progressiva usura della cartilagine che riveste i menischi con successivo sfregamento del femore sulla tibia.
In altre parole, la cartilagine che protegge le ossa si assottiglia progressivamente venendo meno alla sua azione di protezione.
Con il movimento degli arti inferiori che provoca sfregamento tra le ossa, femore e tibia finiscono per danneggiarsi a vicenda provocando dolore e infiammazione.

Articolazione del ginocchio
Ne soffre circa il 15% degli adulti sopra i 60 anni, arrivando a colpire fino al 30-40% delle persone sopra i 70 anni, con una maggiore incidenza delle donne.
L’artrosi del ginocchio rappresenta una delle principali cause di disabilità nel nostro Paese, colpendo 4 milioni di Italiani.
Abbiamo parlato di artrosi e di tipi di artrosi nei precedenti articoli:
- Artrosi e benefici dell’Osteopatia
- Tipi di artrosi e utilità del trattamento manipolativo osteopatico
Vediamo oggi in particolare quali sono i fattori rischio dello sviluppo dell’artrosi al ginocchio, la sintomatologia e come l’osteopatia può essere un trattamento non invasivo di cura e riduzione del dolore.
Artrosi al ginocchio: sintomatologia
L’artrosi del ginocchio può colpire uno o entrambe le ginocchia, ossia essere monolaterale o bilaterale.
I sintomi tipici sono;
- dolore e arrossamento del ginocchio;
- riduzione della mobilità del ginocchio;
- gonfiore al ginocchio;
- ginocchio instabile;
- scricchiolio del ginocchio;
- formazione di osteofiti/speroni ossei all’interno del ginocchio (piccole escrescenze ossee);
- riduzione del tono muscolare della coscia.
Negli stadi più avanzati l’artrosi del ginocchio può portare anche a una deformazione degli arti inferiori (ginocchio varo, deformità anatomica degli arti inferiori dove le ginocchia puntano l’una in direzione opposta all’altra) e impedire le normali attività quotidiane.
Artrosi al ginocchio: fattori di rischio nello sviluppo della patologia
L’artrosi del ginocchio si sviluppa di solito come conseguenza di più fattori.
Vediamo quali sono: li distinguiamo tra fattori non modificabili, modificabili e biomeccanici.
Fattori rischio non modificabili
- Età: è il fattore più comune. Il rischio aumenta con l’avanzare degli anni a causa dell’usura naturale delle articolazioni.
- Sesso: le donne, soprattutto dopo la menopausa, hanno un rischio maggiore di sviluppare la patologia rispetto agli uomini, probabilmente a causa di cambiamenti ormonali che influenzano la salute delle articolazioni.
- Fattori genetici: alcune persone ereditano caratteristiche anatomiche (come ad esempio un allineamento errato delle ginocchia) che rendono le articolazioni più suscettibili a sviluppare la patologia.
- Malformazioni congenite: alcune anomalie strutturali come ginocchia vare o valghe (gambe arcuate oa “X”) possono predisporre all’usura precoce della cartilagine provocando dolore.
Fattori di rischio modificabili
Si definiscono fattori di rischio modificabili quelle situazioni sulle quali si può intervenire attraverso cambiamenti dello stile di vita o l’assunzione di farmaci.
I principali sono:
- Obesità: Il peso in eccesso causa uno stress notevole sulle cartilagini articolari.
- Lesioni articolari pregresse: traumi o lesioni al ginocchio, come fratture, lesioni del menisco o altri infortuni ripetuti alle ginocchia possono portare ad artrosi.
- Attività lavorative o sportive che si caratterizzano per movimenti ripetitivi, sollevamento di carichi pesanti o attività che sovraccaricano le ginocchia aumentano il rischio di sviluppo della patologia.
- Sport ad alto impatto, come ad esempio calcio, corsa su lunghe distanze o sci possono contribuire allo sviluppo della patologia.
- Sedentarietà: una vita sedentaria riduce la forza muscolare e la stabilità dell’articolazione, aumentando il rischio di artrosi.
- Debolezza muscolare: i muscoli meno sviluppati intorno al ginocchio forniscono meno supporto all’articolazione, aumentando lo stress sulla cartilagine.
- Dieta povera di nutrienti: la carenza di nutrienti essenziali per la salute delle articolazioni, come vitamina D, calcio e antiossidanti, può contribuire al degrado delle cellule presenti nella cartilagine.
- Infiammazioni croniche come l’artrite reumatoide o altre patologie infiammatorie possono aumentare il rischio di artrosi.
Fattori rischio biomeccanici
Per fattori rischio biomeccanici si intendono quelle affezioni cronico-degenerative delle ossa, dei tendini, dei muscoli e dei nervi che riconoscono cause sia lavorative (come la movimentazione manuale di carichi pesanti e/o pazienti, gli sforzi ripetuti degli arti superiori) che extra-lavorative (fattori costituzionali, abitudini o hobby).
I più comuni sono:
- Allineamento scorretto dell’articolazione
Disallineamenti delle ginocchia (ad esempio, ginocchia vare o valghe) alterano la distribuzione del carico sull’articolazione, accelerando l’usura della cartilagine. - Instabilità articolare
Problemi di legamenti o muscoli intorno al ginocchio possono causare stress aggiuntivo che va a peggiorare la situazione della cartilagine.
Diagnosi
Il primo esame che permette al medico di diagnosticare l’artrosi di ginocchio con certezza, di osservare l’articolazione nel suo insieme e di comprendere con quale tipo di terapia procedere è la radiografia al ginocchio sotto carico.
Quando è necessario un approfondimento diagnostico per caratterizzare, in maniera più accurata, l’estensione della patologia artrosica allora si ricorre anche a risonanza magnetica (RM) e/o alla tomografia computerizzata (TAC).
Come curare l’artrosi al ginocchio
In base alla gravità della degenerazione articolare, si può ricorrere a diverse soluzioni per rallentare la progressione dell’artrosi di ginocchio.
Nelle prime fasi della malattia, pomate, farmaci antinfiammatori e fisioterapia possono essere utili per il controllo del dolore, soprattutto se l’artrosi di ginocchio è stata diagnosticata precocemente.
Le soluzioni di medicina rigenerativa (PRP e cellule staminali) vengono utilizzate soprattutto nei pazienti giovani e nelle degenerazioni lievi-moderate.
Diversi studi hanno sottolineato l’efficacia di PRP e cellule staminali nel rallentamento della progressione e nel controllo della sintomatologia.
Anche le infiltrazioni con acido ialuronico possono aiutare in questa fase della malattia, in quanto possiedono una forte componente lubrificante che diminuisce le conseguenze del contatto diretto tra le ossa. Il potenziale rigenerativo dell’acido ialurinico è tuttavia molto inferiore rispetto a PRP e cellule staminali.
Nelle fasi avanzate della patologia si ricorre all’intervento chirurgico e si procede con l’impianto di una protesi al ginocchio, che può essere totali o parziali.
Le scelte chirurgiche cambiano in base al grado di compromissione della cartilagine del ginocchio e alle caratteristiche del paziente.
Obiettivi dell’osteopatia nell’artrosi al ginocchio

Trattamento osteopatico
L’osteopatia ha un ruolo molto importante nella gestione di questa problematica.
Infatti, l’osteopatia rientra fra le cosiddette terapie “conservative”, ossia tutte quelle terapie che vengono consigliate al paziente prima di sottoporsi all’intervento chirurgico.
L’osteopata effettua, dopo l’anamnesi, un’approfondita valutazione palpatoria a livello dell’articolazione del ginocchio, che prende in considerazione elementi come la mobilità, la consistenza del tessuto fasciale e muscolare e la sensazione del paziente in relazione al tocco su specifiche aree anatomiche dell’arto inferiore.
Di seguito l’osteopata, grazie a tecniche di mobilizzazione attiva del ginocchio eseguite in completa sicurezza, aiuta la vascolarizzazione e il drenaggio dell’articolazione, favorendo la riduzione dell’infiammazione e il rilascio delle tensioni muscolari.
L’osteopata può inoltre suggerire esercizi mirati, miglioramenti posturali e modifiche nello stile di vita con lo scopo di ridurre l’infiammazione.
Di seguito i principali benefici dell’osteopatia:
- Riduzione del dolore, grazie alle tecniche manuali che migliorano la mobilità articolare e riducono la tensione muscolare, alleviando il dolore.
- Miglioramento della mobilità: la manipolazione sull’articolazione del ginocchio può migliorare la flessibilità e l’ampiezza dei movimenti.
- Ottimizzazione della postura e dell’equilibrio biomeccanico: quando il ginocchio è dolente o rigido, il corpo può adottare schemi di movimento errati che sovraccaricano altre aree, come la schiena o l’anca. L’osteopata valuta e corregge eventuali disallineamenti o sovraccarichi che influenzano il ginocchio.
- Supporto alla circolazione: migliorare la circolazione locale è utile nella riduzione dell’infiammazione.
È importante sottolineare che l’osteopatia non può riparare i danni alla cartilagine o curare l’artrosi. È un trattamento complementare che dovrebbe essere integrato con altre terapie, quali fisioterapia, farmaci e dieta.
Quando rivolgersi a un osteopata?
Rivolgiti all’osteopata se il dolore al ginocchio è persistente e limita le attività quotidiane o se senti una particolare rigidità al movimento dell’articolazione: l’osteopatia può essere particolarmente efficace per migliorare la gestione complessiva dell’artrosi al ginocchio e migliorare la qualità di vita.
Contattami per un consulto, mi trovi a Verona e a Santa Maria di Zevio (Verona).
Michele Zanolli
Negli anni mi sono specializzato anche in Mental Coaching seguendo atleti di varie discipline sportive, dal rugby al sollevamento pesi, nuoto, triathlon, motocross e football americano.
Per saperne di più sui miei servizi vedi:
info@michelezanolli.it
+39 392 283 4920